La nuova Ostensione della Sindone, annunciata dal Papa per il 2010, «non accelererà i lavori di recupero della Cappella del Guarini. Anzi verranno adeguati i loro tempi, per non disturbare in alcun modo l'evento». Lo conferma Liliana Pittarello, direttrice regionale ai Beni Culturali. L'appalto delle opere sarà bandito a giugno, per avviare il cantieri entro la fine del 2008. Gli interventi richiederanno due anni, più uno per i collaudi e le finiture, fino ad ipotizzare un'inaugurazione per il 2011, che probabilmente sarà posticipata, proprio per non interferire con l'evento sindonico, che richiederà una diversa logistica d'accoglienza per i pellegrini. «Non potranno più sfilare - spiega Pittarello - attraverso i Giardini Reali, come nelle altre Ostensioni, ma il Comune dovrà concepire un percorso diverso, magari attorno all'area archeologica e alle Porte Palatine». Pittarello ha già affrontato la questione con il Cardinale Severino Poletto. «Ci siamo incontrati in occasione della presentazione delle foto ad alta definizione del Sacro Lino. Si è concordato sul fatto che Ostensione e cantieri della Cappella del Guarini sono due eventi distinti, che hanno un comune centro di interesse, ma che non devono interferire fra di loro. L'Ostensione avrà luogo nel Duomo. Non ostacolerà i cantieri di recupero della Cappella, che comunque dovranno tenere conto dell'affluenza dei pellegrini e del raccoglimento che l'Ostensione richiede. Pertanto le opere dovranno avere particolari riguardi. Non saranno interrotte, ma certo dovranno avere tempi più cauti e rallentati». Comunque sono risolti tutti i problemi per il restauro? Le indagini condotte dal 1997 hanno infine risolto l'ordito costruttivo espresso da Guarino Guarini nella Cappella? Esistono uomini e tecnologie adeguate per risanarla? «Sì - assicura Pittarello - abbiamo chiarito tutti i problemi al 99 per cento. I segreti di Guarini non sono più tali. I rischi che temevamo sono fugati. Sappiamo che esistono le capacità, le risorse e gli uomini per riparare la Cappella. Ci auguriamo che l'appalto individui i migliori. Abbiamo anche identificato le metodologie e verificato che funzionano. Siamo in grado di intervenire, ma sarà un lavoro delicato, che richiederà collaudi e controlli scrupolosi. Perché, in accordo con i criteri della scuola italiana di restauro, non si è scelto di fare la sostituzione totale dei conci della Cappella, ma di sostituirli solo in parte. Gli altri saranno restaurati a mano, in profondità». I tempi? «Bandito l'appalto, se non ci saranno ricorsi, diverrà operativo entro l'anno. Prevede due anni di lavori. Intanto si stanno già cavando dalle cave i marmi necessari. Ma alla fine la Cappella non sarà finita. Ci vorrà un ulteriore anno di verifica della stabilità dei marmi restaurati. Allora si penserà a un minimo impianto di riscaldamento, alle finiture e al restauro dell'altare. Si dovrà poi decidere, per ragioni di climatizzazione, se separare la Cappella dal Duomo con un diaframma. Credo che sia necessario dividere i due volumi, ma cercheremo di realizzare la quinta nel modo più leggero e invisibile». L'Ostensione non modificherà i programmi? «No, ma certo avrà rilevanza sui tempi d'esecuzione dei lavori. In più i cantieri della Cappella, quelli già in atto di riordino di Palazzo Reale, più quelli che saranno avviati per ricollocare la Galleria Sabauda nella Manica Nuova della Reggia, non permetteranno al corteo dei pellegrini di snodarsi per i Giardini Reali. Sarà necessario un percorso diverso». Non è nemmeno teoricamente possibile immaginare di finire i restauri prima dell'Ostensione? «No, nel modo più assoluto».