La data prevista dal ministro Urbani per comunicare il "prescelto" prossimo presidente della Biennale è il 2 di gennaio. E se non sarà venerdì, sarà il lunedì successivo. Questo è quanto era trapelato dal Ministero nei giorni scorsi. La caccia ai papabili è intanto aperta, ma da tutte le partì arrivano smentite. Come dar torto ai candidati veri e presunti? Il comportamento del ministro in tutta la vicenda lascia capire una cosa sola: chi siederà sulla poltrona di Bernabè sarà persona di assoluta fiducia del titolare del dicastero dei Beni culturali. Scelte diffìcili e percorsi accidentati stanno davanti al nuovo responsabile: le nomine dei direttori di settori vitali (come il Cinema) e l'avvio dell'ingresso dei privati. Senza dimenticare la necessità di pacificazione con la città, che si è sentita varie volte scavalcata e presa in giro. Dopo la dichiarazione di Franco Bernabè («A questo punto la Biennale ha bisogno di essere guidata da una persona che abbia come scopo della vita appunto quello di fare il presidente della Biennale, e questo non è lo scopo della mia vita», il consigliere della Biennale Amerigo Restucci commenta: «Con la stessa virulenza con cui sfiduciò Paolo Baratta, ora il ministro Urbani ha messo in mora anche Franco Bernabè, che lui stesso aveva voluto». Ma difficilmente la riunione del cda per il 7 gennaio riserverà qualche sorpresa. Per il sindaco-vicepresidente Paolo Costa «la fase di assestamento non è finita», che non si sbilancia in ulteriori commenti. «Non riesco a vedere dove finisce un ragionevole desiderio di cambiamento e dove iniziano invece certe impuntature di carattere meno chiare. È una situazione abbastanza strana, di cui non si comprende bene lo scopo», dice il consigliere della Biennale Valerio Riva. Intanto arrivano le smentite a indiscrezioni (e illazioni): «Non ne so nulla. Ho letto solo il mio nome sui giornali, ma non so da dove vengano queste voci», dice Carlo Fontana, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano. «Non è il mio ruolo e lo escludo del tutto», dice seccato Giuliano Segre, presidente della Fondazione Carive in merito alle voci che lo darebbero per uno dei possibili candidati alla presidenza della Biennale di Venezia.
Biennale, il toto-nomine e le smentite
Il ministro dei Beni culturali Urbani ha fissato una data per comunicare il "prescelto" prossimo presidente della Biennale, che potrebbe essere il 2 o il 9 gennaio. La caccia ai papabili è in corso, ma le smentite arrivano da tutte le parti. Il ministro ha espresso fiducia in un candidato, ma le scelte sono difficili e il percorso è accidentato. La nomina dei direttori di settori vitali e l'ingresso dei privati sono in discussione. La città di Venezia si sente varie volte scavalcata e presa in giro. I candidati sono stati smentiti, tra cui Franco Bernabè, che il ministro Urbani aveva voluto.
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