Lindagine Iervolino ascoltata dal magistrato: "Verificare la fondatezza di voci insistenti" La replica da Marano: "Si estenda il Parco delle Colline, non siamo contrari" Cinquecentosettanta appartamenti aspettano di essere realizzati da un potente gruppo edilizio di Marano sui sette ettari di terreno che confinano con i suoli della cava contestata di Chiaiano. Eccolo uno degli aspetti cruciali dellindagine avviata dalla Superprocura regionale sulla protesta anti-discarica divampata alla periferia nord di Napoli. Settanta ettari di terreno che si candidano da anni alledificazione. Un affare (futuro) da 100 milioni di euro, cifra a cui ammonterebbe il valore degli immobili appena piazzati sul mercato. È questo il versante su cui si è soffermata nelle scorse ore anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, nel corso della sua deposizione come teste informato dei fatti, dinanzi al pm Antonio DAlessio. «Sarebbe in progetto una maxi lottizzazione edilizia nella zona di Marano che affaccia sulla discarica contestata - ha riferito la Iervolino - Andate a vedere se esistono atti di giunta che lo precisano. Non ho prove, ho solo il sospetto che qualcuno abbia provato o stia provando a strumentalizzare la protesta dei cittadini di Chiaiano contro il progetto dello sversatoio. Mi limito a riferire quello che sento allautorità giudiziaria: affinché la Procura verifichi la fondatezza di alcune voci insistenti». Quellaffare ovviamente esiste: ma non è stato ancora chiuso dal Comune di Marano. Anzi, la mediazione tra i privati (proprietari dei suoli) e lente pubblico (che chiede in cambio scuole, parcheggi e impianti idrici) è stata più volte condotta, sospesa, poi riallacciata. E non è escluso che nelle prossime ore vengano acquisiti dal pm le documentazioni in possesso del Comune di Marano; o che vengano ascoltati sia il sindaco che lassessore allUrbanistica. «Nel caso, noi siamo pronti», sottolinea il primo cittadino, Salvatore Perrotta. Esiste dunque, teoricamente, lipotesi di uneventuale "regia esterna" sulla rabbia andata in scena alla periferia nord di Napoli sin dai primi giorni di maggio? Linteresse di gruppi imprenditoriali potrebbe avere incrociato il dissenso genuino di tanti altri cittadini? È linterrogativo su cui stanno lavorando gli inquirenti. Il pubblico ministero DAlessio ha già ascoltato come testi sia la Iervolino, che lex supercommissario Gianni De Gennaro. Vertici istituzionali ai quali sono seguite le deposizioni di altri testi: il parlamentare Marcello Taglialatela avrebbe deposto sulla stessa vicenda della maxi-lottizzazione a Marano. Il geologo Giovan Battista de Medici, anchegli ascoltato, avrebbe invece parlato della complessa relazione, elaborata e firmata di suo pugno, costo circa 8 mila euro, sullidoneità di alcuni siti in provincia di Avellino. Il docente universitario, come noto, aveva infatti fornito un contributo concreto e a lungo respiro sullallestimento di discariche regionali; idee rispetto alle quali è seguita, per i diciotto mesi successivi, la sostanziale «immobilità» dei vertici del Commissariato. I riflettori restano però puntati sullaffare lottizzazione di Marano. Spiega oggi il sindaco Perrotta: «Non piace quel progetto? Allora la Regione estenda il Parco delle Colline anche agli ettari coinvolti nella lottizzazione, non ho nulla in contrario. Così se ci sono interessi della camorra saltano». Più dettagliatamente, il suo assessore allUrbanistica, larchitetto Biagio Sgariglia, aggiunge: «Se cancellassimo quel progetto vi sarebbero i ricorsi in agguato. Il Comune stava cercando in quellistruttoria di perseguire un interesse comune: ai costruttori (la "Marlin Costruzioni", ma prima le società si chiamavano "Rosa dei Venti" e "Nuova Progest") avevamo chiesto una scuola, dei parcheggi, e gli impianti pubblici essenziali ad assicurare i servizi per un insediamento da 2500 persone». Inoltre, aggiunge lassessore, «proprio la Provincia di Napoli, lo scorso 31 marzo, ci ha sollecitato ad esprimerci su questa istruttoria in corso, prima di inviarci i commissari ad acta».