Passi avanti nella guerra al boom del cemento, al palo la questione dell'ospedale LUCCA. La decisione non è stata ancora presa. Che cosa fare della Manifattura Tabacchi. O del mercato del Carmine. Nel primo anno di governo Favilla IV non si è mosso un passo in avanti verso il riutilizzo dei «grandi contenitori». Le scelte sono rimandate a dopo che ci saranno i soldi (fondi europei) ma per Favilla questo non rappresenta una bocciatura: «Del recupero di questi immobili si parlerà per 7-8 anni». E chissà quanto si dovrà anche parlare della ricollocazione dell'ospedale unico. OSPEDALE Tormentone da campagna elettorale, l'impegno del sindaco era di spostarlo da San Filippo. Ma il monoblocco è lì. «Per colpa della Regione» sostiene Favilla. Al riguardo nel programma elettorale si legge: «La localizzazione del nuovo ospedale risulta del tutto inadeguata». A oggi l'ospedale nuovo è ancora previsto a San Filippo (malgrado il Comune lo voglia al Campo di Marte). A marzo la giunta ha approvato una variante urbanistica per trasformare da agricola in edificabile l'area del monoblocco che altrimenti sarebbe abusivo. In consiglio comunale questa variante non è ancora arrivata. La speranza della giunta è che il consiglio la bocci, lasciando a destinazione agricola (e inedificabile) il terreno. Ma i consiglieri hanno remore a bocciare la variante per timore di dover pagare eventuali danni, in caso di blocco del cantiere. Per ora, dunque, il no all'ospedale a San Filippo è affidato a un ordine del giorno (atto politico, non amministrativo) votato dal consiglio. Ma intanto a dicembre 2007 l'Asl ha firmato la convenzione con il gruppo Astaldi per costruire a San Filippo. Il comitato di vigilanza sulla costruzione dei nuovi ospedali toscani ha concesso al Comune una tregua in attesa della modifica del piano strutturale. GUERRA AL CEMENTO Diceva il sindaco nel 2007: «Compito del Comune è disciplinare lo sviluppo dell'attività edilizia, in relazione alle effettive esigenze. Perciò ogni strumento programmatico sarà soggetto a verifiche e adeguamenti. Sarà privilegiato il riuso dell'esistente rispetto alle nuove opere». La revisione del regolamento urbanistico è iniziato. Una prima variante è stata adottata (non approvata in via definitiva) il 28 gennaio. È una variante-stralcio che cancella alcune delle possibilità con cui negli anni passati si sono ingrandite e raddoppiate case a costo zero: mansarde praticabili gratuite, seminterrati gratuiti a vista di qualunque dimensione (come quello in fase di realizzazione alla Maolina); case nelle serre, come quelle in costruzione a San Macario. La variante completa, però, è al palo. E soprattutto non è stato affrontato il tema più scottante: quello delle grandi operazioni immobiliari. A cominciare dal nuovo quartiere previsto lungo viale Einaudi a S. Anna: il maxi-progetto è adottato da un anno, ma in consiglio comunale non c'è mai arrivato. E ora il sindaco, su richiesta del Pd, sollecita gli uffici a verificare se è possibile revocare gli atti che hanno dato il via a questa operazione. «Tuttavia - osserva oggi Favilla - non si va contro gli interessi precostituiti con la sciabola. Dobbiamo muoverci secondo le norme. Grazie a quelle abbiamo bloccato la cementificazione del parco Est. Entro un mese, inoltre, daremo l'incarico per rivedere cartografia del piano strutturale e regolamento urbanistico». GRANDI CONTENITORI L'impegno di Favilla: «È necessario programmare i futuri edilizi dei grandi contenitori come la Manifattuta e il Carmine in un quadro organico». Al momento non esiste una destinazione d'uso definita per questi contenitori. Il sindaco pensa di reperire fondi europei per intervenire su queste strutture attraverso i Piani integrati urbani di sviluppo sostenibile (Piuss) visto che il Comune non ha risorse proprie. Insomma, nulla di nuovo sull'utilizzo. Anche se al lavoro per individuare possibili destinazioni c'è già una commissione di esperti.
LUCCA - URBANISTICA: Il centro aspetta il rilancio Allo studio il piano per il recupero dei grandi immobili
Il sindaco Favilla IV non ha mosso un passo in avanti verso il riutilizzo dei grandi contenitori della Manifattura Tabacchi e del mercato del Carmine. Le scelte sono state rimandate a dopo che ci saranno i soldi (fondi europei). Favilla non si considera una bocciatura, ma il recupero di questi immobili si parlerà per 7-8 anni. L'ospedale unico è ancora previsto a San Filippo, ma il sindaco sostiene che la localizzazione è inadeguata e che la Regione è responsabile. La giunta ha approvato una variante urbanistica per trasformare l'area del monoblocco in edificabile, ma in consiglio comunale non è ancora arrivata.
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