L'operazione a giorni sarà illustrata ai capigruppo Le proposte sono pronte. E la settimana prossima verranno illustrate ai capigruppo consiliari. Comunque è ufficiale: Polis e Metro si separano, come annunciato già tre mesi fa dal Comune. Da una parte va Polis, la spa mista (il 51 della pubblica amministrazione, il resto di privati, come il gruppo immobiliare Valore di Prato) che è stata creata per costruire i parcheggi a pagamento (come quello alla ex Caserma Mazzini); dall'altra va Metro, la società di servizio che finora si è occupata della riscossione dei pedaggi nelle aree di sosta a pagamento. Modi e tempi di questa «separazione» sono stati definiti, più nel dettaglio, nell'incontro di ieri mattina tra il sindaco Mauro Favilla e l'avvocato esperto di diritto amministrativo Giuseppe Stancanelli, presidente di Lucca holding, la spa che controlla tutte le aziende e le società partecipate da capitale pubblico. La strategia, in realtà, era già stata definita. Il Comune vuole tornare in possesso dei parcheggi a pagamento, lasciando a Metro il compito di continuare a riscuotere i pedaggi. Per Polis, che resta «disoccupata» (si fa per dire) si prospetta un futuro da «Stu», da società di trasformazione urbana che si concentrerà sull'attività immobiliare, per il recupero di aree pubbliche dismesse o degradate. Obiettivo del Comune, insomma, è affidare a Polis aree e immobili pubblici da riconvertire, in parte favorendo il riutilizzo pubblico, in parte realizzando edifici (case, negozi, uffici) da mettere sul mercato. Un po' come ha fatto, insomma, alla caserma Mazzini: parcheggio interrato e 65 appartamenti da vendere. Nel pacchetto delle aree da riqualificare ci potrebbero finire aree come Pulia, il mercato del Carmine, l'ex capolinea dei pullman in piazzale Verdi, il convento di San Francesco o, in prospettiva, la Manifattura Tabacchi. Quando l'idea è stata annunciata, alcuni mesi fa, ha ottenuto il via libero dalla commissione di vigilanza sulle partecipate. Rassicurata da due fattori; che sarà il Comune a stabilire (con piano strutturale e regolamento urbanistico) la destinazione d'uso delle aree su cui Polis dovrà intervenire; che il 51 dei dividendi di queste operazioni immobiliari andrà all'amministrazione comunale. Ora la parola, comunque, passa ai capigruppo consiliari.