Dal Guarini allAntonelli, viaggio tra le opere dei grandi maestri sabaudi «A Torino gli architetti hanno lavorato nei secoli per progettare per contesti la forma della città. E come comunicavano i loro progetti? Soprattutto attraverso i disegni, che intendiamo mostrare agli ospiti del convegno mondiale di architettura a fine giugno e anche ai torinesi, perché siano fieri di questa nostra specificità». Così il direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello ha presentato ieri mattina allArchivio di Stato il percorso espositivo riunito appunto sotto il titolo «La città disegnata dagli architetti», promosso dallOrdine degli Architetti torinese con il contributo della Compagnia di San Paolo. Cinque le mostre che aprono a giugno in varie sedi - dallArchivio al Miaao, da Palazzo Reale alla Biblioteca Reale, a Palazzo Bricherasio, dove si inaugura il 28 lesposizione più ampia, dedicata ai disegni di Guarini, Juvarra e Antonelli - e formano tutte insieme il principale evento culturale in vista della XXIII edizione del Congresso mondiale di Architettura, che prenderà il via sotto la Mole il 29 giugno con il titolo «Transmitting Architecture». Si parte oggi con la mostra che presenta i progetti di Filippo Juvarra per i Regi archivi di corte, esposti nello stesso edificio voluto dai Savoia per conservare le carte e i documenti del Regno. Il 7 apre al pubblico nel complesso di San Filippo «Il gran teatro ceramico. Bau Miaao. Oropa barocca. Biella futurista. California funk», un insieme di suggestioni legate tra loro dallestro di Enzo Biffi Gentili. Si spazia dal Santuario di Oropa (dai progetti mai realizzati di Guarini e Antonelli e dai pochi lì portati a compimento da Juvarra) alle statue in terracotta policroma delle cappelle dellannesso Sacro Monte, ad altre prove di scultori ceramici italiani e californiani, ai creativi biellesi, con un omaggio a Ettore Sottsass, che per la città ha realizzato uno dei suoi ultimi progetti di design urbano. Il 21 giugno è la volta di «Comunicare la maestà. Gli architetti e gli spazi del principe», percorso di visita che si snoda lungo la Galleria della Sindone e lantica Sacrestia di Palazzo Reale, tra omaggi agli architetti di corte, da Castellamonte a Guarini, da Vittozzi a Juvarra e alcune sorprese per il pubblico. Che potrà ammirare i disegni inediti tracciati a matita sui muri da quegli architetti durante i vari cantieri e portati alla luce dai recenti restauri, ma anche affacciarsi dal palazzo sulla Cappella della Sindone, per verificare lo stato dei lavori. La Biblioteca Reale allestisce poi dal 23 «Carlo Promis. Insegnare larchitettura», unesposizione dedicata a un insigne studioso ottocentesco della città, architetto e docente di Architettura civile al Politecnico e autore di importanti opere storiche. Dal 28 giugno si potrà infine visitare a Palazzo Bricherasio «Guarini, Juvarra, Antonelli. Segni e simboli per Torino», mostra a cura di Giuseppe Dardanello e Rosa Tamborrino che intende descrivere limportanza del disegno come strumento di comunicazione, presentando attraverso progetti, modelli, scritti e schizzi lopera degli architetti che hanno lasciato unimpronta indelebile a Torino (lacquisto del primo biglietto a tariffa intera dà diritto a una card per usufruire di tariffe ridotte nelle altre mostre).
PIEMONTE - Una storia in 5 mostre "Disegni, idee, grandi progetti così fu immaginata Torino"
A Torino, gli architetti hanno lavorato per progettare la città nei secoli. I disegni sono stati utilizzati per comunicare i progetti. Cinque mostre apriranno a giugno in varie sedi, tra cui lArchivio di Stato, il Miaao e Palazzo Reale. La mostra su Filippo Juvarra per i Regi archivi di corte presenterà i progetti esposti nello stesso edificio voluto dai Savoia. Altre mostre includono "Il gran teatro ceramico. Bau Miaao. Oropa barocca. Biella futurista. California funk", "Comunicare la maestà" e "Carlo Promis. Insegnare larchitettura".
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