Si è innamorato dellItalia leggendo. Alberto Asor Rosa, critico letterario e scrittore, da anni si batte per la tutela del patrimonio paesaggistico italiano. Vincitore del Premio Grinzane Biamonti ha denunciato nel 2006 la costruzione di un ecomostro a Montichiello in Val dOrcia, luogo cantato da Dante. Da dove nasce la sua sensibilità allambiente? È la reazione di un cittadino preoccupato, come tanti, per le sorti del paese. A differenza di altri, ho avuto la possibilità di dirlo e di farmi ascoltare. Il rapporto con la natura di scrittori e poeti è stato idilliaco fino allinizio del Novecento, poi cosè successo? È intervenuta la società industriale di massa, che ha portato vantaggi innegabili, luscita dalla miseria e dalla sofferenza di masse gigantesche, ma nel suo codice genetico cè limpossessarsi dellambiente per sottometterlo indiscriminatamente alle proprie regole. Per più di un secolo il problema è rimasto nelle retrovie perché la spinta dello sviluppo era irresistibile e non cerano argomenti da opporgli. Oggi la coscienza ambientalista è cresciuta, inoltre limpossessamento dellambiente ha raggiunto limiti tali che, se oltrepassati, la distruzione diventerebbe irreversibile. Bisognerebbe evitare di accorgersi della catastrofe ambientale solo quando certe zone del nostro paese saranno state sommerse da ondate di villettopoli e condomini. Perché tanta indifferenza a queste tematiche? Lassenza di una cultura ambientale è una componente dì un atteggiamento più vasto al cui centro cè unetica del successo e degli affari. La circolazione dei soldi determina luniversale ignoranza del problema ambientale. Quale autore lha più avvicinata allecologia? La passione per la letteratura sedimenta dei comportamenti che si riflettono su tutto. Non so dire se sia Petrarca o Leopardi ad aver alimentato una vocazione per il paesaggio. La prima critica letteraria che ho scritto, a venticinque anni, era su La speculazione edilizia di Calvino. Ricordo di aver letto da bambino Dagli Appennini alle Ande, esempio straordinario di una visione del mondo in grado di mettere insieme forme di ricezione dellambiente umano: la montagna, il mare ligure, i luoghi sudamericani. Un ragazzino va alla ricerca della madre perduta e la ritrova salvandole la vita. Ci vuole una bella testa da scrittore per mettere insieme tutte queste cose. De Amicis è ingiustamente deprezzato. Questanno ricorre il centenario della morte ma pochi lo ricordano. Resta un autore di fascino ed efficacia. Nei suoi confronti ha funzionato negativamente la stroncatura di Eco, satirizzando la figura di Franti ha spostato sullo scrittore unaurea piccolo borghese. I valori di De Amicis sono quelli del suo tempo, la sua capacità narrativa e il suo mondo morale fondano su principi seri, di stampo solidaristico. Che libro farebbe leggere ai costruttori di ecomostri? Non leggono libri, glielo garantisco. Potrebbero iniziare con Pinocchio, un apologo sul modo di dire le bugie e di scontarlo. Si parla tanto dellinsegnamento delle Letteratura italiana nelle scuole. Non è sostituibile con linsegnamento di altre letterature. LItalia è un paese dalle strutture fragili, non ha preso ancora possesso della propria identità nazionale. E una nazione recente rispetto ad altre europee. La difficoltà italiana sta nel dover raggiungere lidentità nazionale nel momento in cui cè il tentativo di costruire unidentità complessiva europea. Non ci riusciremo se le singole identità nazionali non sono in sé mature. LItalia ha a che fare con un doppio problema: maturare più di quanto sia accaduto negli ultimi 150 anni e cercare di collocarsi a livello delle altre nazioni europee. Una delle componenti di questo processo identitario è la conoscenza della letteratura italiana. In Italia lidentità nazionale per secoli coincide con quella letteraria, se oggi la conoscenza storica della letteratura nazionale dovesse venir meno, lidentità italiana andrebbe incontro a ostacoli insormontabili. Sono favorevole a un rafforzamento dellinsegnamento della letteratura italiana nelle scuole superiori. Dante scriveva per un pubblico, Benigni lha trovato? È riuscito a portare Dante al di fuori dei confini scolastici o filologici eruditi. Questo è positivo. Boccaccio e Petrarca discutevano in merito allapprezzamento di Dante, il primo laveva grandissimo, il secondo era molto dubbioso in quanto autore di tendenze più aristocratiche. In una lettera Petrarca scrive: «Dante si poeta grande ma aveva il limite di rivolgersi ai mercanti e ai proprietari di osteria». Questa era la sua grandezza. E stato uno degli autori della letteratura italiana fra i più letti, imparati a memoria fino a tempi recenti. Questa popolarità è scomparsa negli ultimi 50 anni per vari processi culturali, Benigni lha rimessa in circolazione parlando alla gente comune. Quali romanzi italiani consiglierebbe per capire il secolo trascorso? I Malavoglia di Verga, La coscienza di Zeno di Svevo e Le Città invisibili di Calvino. Considero Calvino il più importante scrittore italiano della seconda metà del Novecento perché conclude una fase storica improntata dalla ricerca novecentesca; quella che viene dopo è unaltra storia.
TUTELA DEL PAESAGGIO - Asor Rosa: Vado a lezione di ecologia dallAlighieri
Alberto Asor Rosa, critico letterario e scrittore, si è innamorato dell'Italia leggendo e si batte per la tutela del patrimonio paesaggistico italiano. Ha denunciato la costruzione di un ecomostro a Montichiello in Val d'Orcia, un luogo cantato da Dante. Rosa sostiene che la società industriale di massa ha portato l'impresa a sottomettere l'ambiente alle proprie regole. Ha anche espresso la sua disapprovazione per l'assenza di una cultura ambientale in Italia, che è legata a un'etica del successo e degli affari.
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