Il piano di gestione del sito degli otto comuni del Val di Noto (che comprende la stessa Noto, Palazzolo Acreide, Catania, Ragusa, Caltagirone, Militello, Modica e Scicli) insigniti della targa Unesco, rischia di essere vanificato in quanto fino ad oggi poco o nulla si è fatto per continuare a meritare tale riconoscimento. Il piano di gestione che avrebbe dovuto rilanciare dal punto di vista turistico il patrimonio artistico ed architettonico degli otto comuni della Val di Noto, trasformando i beni culturali in una risorsa economica per il territorio, non riesce ancora a decollare. La questione viene ignorata oggi negli ambienti politici di Scicli e i gruppi culturali della città lanciano l'allarme all'indirizzo dell'amministrazione e del consiglio comunale. Il presupposto indispensabile per l'iscrizione della città nella Heritage List è stata la redazione del piano di gestione dei siti, e, fatto paradossale, il piano esecutivo definitivo non è stato ancora redatto e la sua mancata attuazione potrebbe provocare la revisione dell'iscrizione, come già è avvenuto per un altro sito siciliano, le isole Eolie. Qui l'Unesco ha ritenuto che non esistessero più i presupposti per il mantenimento del riconoscimento. L'invito che i gruppi culturali rivolgono a questo punto, a distanza di un anno e mezzo dall'iscrizione della via Francesco Mormina Penna e di palazzo Beneventano nel patrimonio dell'Umanità, è di verificare come mai non si è provveduto ancora a definire il piano di gestione degli otto siti che compongono il Val di Noto. Redigere il piano dei siti è importante sia come momento di supporto per la gestione dei sistemi turistici degli otto Comuni che per la realizzazione di un "comitato di pilotaggio" che dovrebbe monitorare le attività dei singoli sistemi turistici. E' necessario creare una società o un consorzio allo scopo di elaborare un piano di marketing, di offerte integrate ed innovative di servizi.