Oltre 200 persone hanno partecipato all'inaugurazione della restaurata "Croce di Tamburo" e alla celebrazione della santa messa, officiata da don Paolo Tofani, nella zona dell'incrocio tra via Garibaldi e via Bellini, a San Piero Agliana. La croce lignea, risalente al 1843, rappresenta i simboli della passione e della morte di Gesù e faceva parte di una serie di croci, poste nelle varie zone del Paese, che indicavano le stazioni delle rogazioni, le processioni di carattere penitenziale che, fino a qualche anno fa, si svolgevano per propiziare la fecondità della terra e il buon raccolto. Il restauro della Croce di Tamburo, così chiamata dal soprannome del proprietario della casa dove originariamente era collocata, è stato promosso dal locale comitato, composto da alcune decine di persone, e da tutto il vicinato circostante. «L'abbiamo riportata all'antico splendore - spiegano i portavoce del comitato per il recupero - dopo l'iniziale inaugurazione risalente al 2000. Ringraziamo sentitamente tutti coloro che hanno contribuito al finanziamento dei lavori di restauro, eseguiti dall'esperta Veronique De Lamdeyst. Un grazie particolare alla Banca di credito cooperativo di Vignole e alla signora Pina Tesi del Forno Tripoli». La "Croce di Tamburo", oltre ad essere segnalata dalla Sovrintendenza delle Belle arti, rappresenta un'opera molto importante della cultura contadina e al tempo stesso religiosa di Agliana. «La sua ricollocazione - ha scritto il professor Ferdinando Abbri, uno dei promotori del comitato - ha restituito agli aglianesi un oggetto d'arte, degno di essere rappresentato quale espressione di cultura popolare, e al cristiano un segno manifesto del fondamento della sua fede». m.b.