UNA multa per il taglio degli alberi della Fortezza. La procura fiorentina ha deciso di percorre la strada del decreto penale di condanna per procedere nei confronti del sindaco Leonardo Domenici e quattro funzionari dell'amministrazione. Una forma alternativa di procedimento penale, più snello e rapido e soprattutto motivato dall'intenzione del pm di applicare solo una pena pecuniaria. Se il gip accetterà la proposta del procuratore Ubaldo Nannucci, Domenici dovrà pagare alcune migliaia di euro, oppure potrà fare opposizione ed affrontare un processo con dibattimento. La procura ha preso la sua posizione nello scontro tra poteri, Comune e soprintendenza, che sta dietro il taglio degli alberi -una magnolia, un bagolaro, due tigli - che nel maggio scorso ostruivano l'accesso all'area indispensabile per allestire le mostre di Firenze expo alla Fortezza per le manifestazioni di Pitti uomo. Nannucci ha valutato gli atti inviati dal soprintendente Domenico Valentino, che aveva negato il permesso a quei tagli, e ha optato per un procedimento speciale che, tra l'altro, non comporta condanna alle spese processuali, non prevede pene accessorie, permette, passato un certo periodo di tempo, l'estinzione degli effetti penali. Lo stesso decreto è stato chiesto anche per quattro dipendenti del Comune che si occuparono dell'abbattimento, avvenuto il 23 maggio scorso, e disposto con ordinanza da Domenici. Hanno abbattuto un quinto albero, non previsto dall'atto del sindaco. Per tutti il reato è quel -lo del danneggiamento, avvenuto senza la autorizzazione della soprintendenza, il soggetto che esercitava la tutela sugli alberi. Ieri Domenici era fuori Firenze, a rilasciare una dichiarazione sulla decisione della procura è stato il vicesindaco Giuseppe Matulli: «Ricordo che la decisione di tagliare gli alberi alla Fortezza da Basso è stata presa per poter svolgere una manifestazione di grande rilevanza per l'economia cittadina quale è Pitti Uomo. Per quanto riguarda il provvedimento del magistrato non sta a me commentarlo, ne parleremo con i nostri legali». L'apertura dell'inchiesta aveva provocato prese di posizione in sostegno del sindaco. Domenici, anche nella sua veste di presidente dell'Anci, aveva poi sollevato il caso, scrivendo ai ministri Enrico La Loggia, Giuseppe Pisanu, al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, al ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, per rilevare la «paradossale ed inaccettabile situazione di conflitto tra poteri pubblici».