Il caso La preziosa opera darte dal valore tra i 3 e i 6 milioni recuperata dai carabinieri Arrestata una donna in Francia, denunciato un collezionista a Bologna Ritornerà presto a casa, nella Cattedrale di Canosa dalla quale fu rubato 25 anni fa, il magnifico crocifisso in avorio del XII secolo, valore fra i 3 e i 6 milioni di euro, recuperato a Parigi, grazie al lavoro congiunto dellUfficio centrale per la lotta al traffico dei Beni culturali di Parigi e del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale. Unoperazione sinergica, condotta attraverso lInterpol nel mondo sotterraneo e misterioso dei trafficanti di opere darte, che ha portato anche allarresto di una donna francese, incaricata di periziare il prezioso reperto, per tentarne poi la vendita, da un collezionista bolognese, a sua volta denunciato per ricettazione. Una storia complicata che potrebbe riservare altre sorprese. «Lindagine prosegue - spiega il tenente colonnello Alberto De Regibus, capo ufficio del nucleo specializzato dei carabinieri - seguiamo il filone che ci ha portato sulle tracce delluomo denunciato e non escludiamo sviluppi». Lufficiale non lo dice, ma forse la speranza è di riuscire a recuperare anche altri preziosi reperti - il busto in argento di san Sabino e il braccio del simulacro - trafugati sempre dalla Cattedrale di Canosa e sempre nellautunno dell83. Auspicio identico a quello espresso ieri da don Felice Bacco, parroco del duomo, appena ufficializzata la notizia del ritrovamento. «Il crocifisso in avorio - racconta don Felice - fu trafugato nella notte tra il 9 e il 10 novembre del 1983. È un oggetto di enorme pregio spirituale, oltre che economico; sicuramente una delle opere più importanti del patrimonio cittadino: la croce bizantina con bracci uguali compare anche nella stemma del Comune». Venticinque anni dopo il furto, il crocifisso riprende dunque il suo posto: «Entro un mese per i tempi procedurali necessari - spiega il colonnello De Regibus - il reperto potrebbe ritornare in Cattedrale, accompagnato dalla polizia francese». La croce era stata portata in Francia lo scorso aprile e offerta a tre milioni di euro contro una stima di 6. «I colleghi parigini - spiega lufficiale dei carabinieri - hanno scoperto che sul mercato clandestino delle opere darte cera questo prezioso oggetto che spariva e ricompariva nei modi più strani. Sono riusciti ad acquisirne la foto, ma, alla verifica, il crocifisso non risultava rubato. Data levidente manifattura italiana, hanno preso contatti con noi e qui ha giocato un ruolo fondamentale la banca dati dei Beni culturali». Nellarchivio cerano infatti tutti i dettagli relativi al crocifisso rubato tanto tempo prima ed illegalmente esportato. Avuta la certezza della provenienza illecita dellopera, il reparto francese ha dato il via alloperazione, mentre lItalia ha avviato una richiesta di rogatoria internazionale per ottenerne la restituzione. «Non è comunissimo che polizie di diversi Paesi dialoghino così efficacemente fra di loro - conclude lufficiale italiano - ma in questo caso la sinergia è stata totale. Loperazione sta anche a dimostrare limportanza della banca dati: è il nostro fiore allocchiello, nato nei primi Anni '80, quando informatica negli uffici pubblici non esisteva».
PUGLIA - Rubato 25 anni fa a Canosa crocifisso davorio rispunta a Parigi
I carabinieri hanno recuperato il magnifico crocifisso in avorio del XII secolo, rubato 25 anni fa dalla Cattedrale di Canosa, grazie all'operazione sinergica congiunta dell'Ufficio centrale per la lotta al traffico dei Beni culturali di Parigi e del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale. Il reperto è stato recuperato a Parigi, grazie alla foto acquisita sul mercato clandestino delle opere darte, e la donna francese incaricata di periziare il prezioso reperto è stata arrestata. La storia è complicata e potrebbe riservare altre sorprese. Il crocifisso potrebbe ritornare in Cattedrale entro un mese, accompagnato dalla polizia francese.
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