Spente le luci, lasciata decantare la soddisfazione per le immagini che la Festa ha fatto scorrere davanti agli occhi dei bresciani, i tre giorni di Santa Giulia 2008 ci stimolano a qualche riflessione. Tanto più che, proprio in questi momenti, è stato presentato Musei 2008, il dossier che dal 1995 il Touring Club Italiano dedica ogni anno a 30 strutture museali «storiche», cioè quelle di più antica tradizione ma che, magari, sarebbe interessante aggiornare o comunque integrare: Santa Giulia -Museo della Città, a Brescia, è un esempio straordinario di che cosa si può fare, accelerando eo addirittura bruciando i tempi, se pubblico e privato si mettono insieme, scelgono un obiettivo, lo perseguono con tenacia contro ogni difficoltà. Chi, solo dieci anni fa, avrebbe anche solo immaginato che Brescia sarebbe stata riconosciuta a pieno titolo fra le Città d'Arte e che qui sarebbero piovuti tre milioni di visitatori (di mostre e musei) negli ultimi quattro anni? Eppure è accaduto; è un fatto che si pone in controtendenza rispetto a quello che - lo denuncia il dossier del Tci - accade altrove. Serve - si dice e si legge sulla grande stampa nazionale - una seria riflessione sulla cultura «in questo periodo in cui tutto viene chiamato azienda, ospedali compresi». Di fatto questa «seria riflessione» Brescia ha saputo farla in anticipo. Basta, infatti, l'esempio del Nuovo Codice per i Beni Culturali e Paesaggistici, che aggiorna le norme sulla tutela del patrimonio nazionale. Il testo contiene tra l'altro una norma che indica come il rapporto fra l'ente pubblico territoriale, definito titolare delle attività di valorizzazione, e l'affidatario o il concessionario vada regolato attraverso un apposito contratto di servizio. Inoltre lo stesso ente titolare «può partecipare al patrimonio o al capitale» degli organismi (istituzioni, fondazioni, ecc) «anche con il conferimento in uso del bene culturale oggetto di valorizzazione». Sembrano le motivazioni che hanno portato - un anno prima - alla nascita di Brescia Musei, oggi costituita in Fondazione, in sostanza sbocco istituzionale logico dell'esperienza di partnership pubblico-privato (Comune e Fondazione Cab). Il discorso è scivolato lontano, ma è comprensibile quando si parte da un punto al quale si deve sempre ritornare: Santa Giulia nell'accezione più ampia. Perché Santa Giulia non è solo un luogo «fisico» ma è lo stesso cuore storico, artistico e culturale di Brescia. Un cuore che pulsa nel nome di una grande figura di donna e martire e di uno strepitoso tessuto urbano. Si pensi, in proposito, a quello che ha detto e scritto uno dei massimi medievalisti mondiali, il prof. Jacques Le Goff (che fu presidente del Comitato scientifico per Il futuro dei Longobardi): «Il complesso architettonico di Santa Giulia, oggi spettacolare Museo della Città, è la più straordinaria aggregazione di forme storiche e di documenti della vita artistica e del vissuto civile che esista in Italia». E' questo il contesto che sta alle spalle della Festa di Santa Giulia: probabilmente è noto, ma quasi certamente sfugge ai più, per cui vale la pena di ricordarlo, anche perché festa e museo appaiono di anno in anno sempre più strettamente legati. Insieme propongono un «taglio» unico ad una manifestazione che unisce l'approccio popolare a quello di una cultura straordinariamente alta. Con la Festa, infatti, monastero e quartiere si trasformano in una «porta del tempo» oltrepassando la quale il visitatore si ritrova a passeggiare ed a passare virtualmente dall'antichità al medioevo, dai romani ai longobardi su su fino a noi. E non stona certo l'accostamento fra la bellezza tutta interiore e spirituale di Giulia con la bellezza esteriore ed artistica delle statue e dei reperti che ci trasmettono ancora il messaggio emozionante dell'antichità classica. Un messaggio che, anche quest'anno, è stato raccolto da decine di musei della Lombardia e d'oltre regione, a conferma di un crescendo di adesioni anche qualitativamente straordinario, nel nome di Giulia, cartaginese, venduta come schiava, in seguito alla presa della sua città da parte dei barbari.