GRANDI PROGETTI E MICRO INTERVENTI. Dalle stazioni della metropolitana alle aree per cani nei parchi. «Lavori stradali di notte e nei week end? Si può fare» «Lotta ad archetti e graffiti Palasport entro 5 anni Un cinema nell'ex Oviesse Via l'alcol dai parchi» La pensilina di largo Formentone così non va: potremmo soppalcarla Entro l'anno il Bigio tornerà in piazza Vittoria È un progetto già varato da Corsini Estenderemo il piano Carmine di Venturini a nuovi edifici oggi degradati e sovraffollati Non sono uno sceriffo anti-immigrati ma San Faustino non può essere una via etnica L'aveva chiesto e l'ha ottenuto: ma che ruolo avrà l'assessorato al Centro storico? «Avrà un suo bilancio, una sua sede in contrada del Carmine 20, al piano superiore dell'edificio dove oggi c'è la ludoteca. Dovrà essere un laboratorio in cui elaborare progetti da collegare da un lato all'assessorato alla Cultura e turismo di Arcai, dall'altro a quello del Marketing urbano di Margaroli». A che progetti sta pensando? «Alla riqualificazione di largo Formentone, anzitutto. E poi al recupero di corso Mameli». Con quali strumenti? «Stiamo valutando la possibilità di arrivare all'apertura di una multisala nell'edificio dell'ex Oviesse, naturalmente ristrutturato. Abbiamo avviato contatti con la proprietà. E poi vogliamo capire come fare a rilanciare il commercio, a fronte della chiusura o cessione di diversi negozi». Il Comune cosa potrebbe fare? «Potrebbe creare una Stu, Società di trasformazione urbana, e rilevare spazi, promuovere iniziative». Conferma la battaglia alle panchine di Largo Formentone? «Io preferisco chiamarli sarcofaghi. Sì, affronteremo la questione non appena saranno finiti i lavori di consolidamento della Loggia. I sarcofaghi dovranno sparire, anche se non escludo altre "sedute". Va poi modificata la situazione delle bancarelle sotto la pensilina. Margaroli ha avviato una serie di incontri con i commercianti. Ha ragione il sindaco: non possiamo avere attività che dequalificano un luogo come questo. Poi confermo che toglieremo l'Infopoint di Brescia mobilità dalla piazzetta davanti alla Crociera di San Luca: quell'edificio, messo lì, deturpa uno spazio bello che, trasformato in plateatico del bar, sarà molto più gradevole. L'Info point è un servizio utile, ma dovrà trovare un'altra collocazione in centro». Stiamo alla sua storica battaglia contro la pensilina di piazza Rovetta: l'abolirà? «È possibile che pensiamo a una soluzione diversa, creando nella pensilina uno spazio rialzato, un soppalco, da adibire a iniziative pubbliche». Un altro suo bersaglio storico sono le Ztl. Soddisfatto dell'apertura annunciata? «Un intervento importantissimo, di cui si sta occupando il collega Orto. Sbaglia chi sostiene che danneggerà i residenti. I residenti sono felici di poter ricevere, di sera, amici che vanno a trovarli». La destra aveva criticato il piano Carmine di Venturini, lamentando la mancanza dell'aspetto repressivo. Stavolta ci sarà? «Anzitutto noi faremo una variante al piano Carmine estendendolo, allargandolo a altri edifici oggi degradati e sovraffollati. E poi io ho sempre insistito su un Carmine "sociale", attento alle esigenze degli anziani residenti». D'accordo, ma qualche suo elettore guarda a lei come a uno sceriffo anti-immigrati... «L'intervento dev'essere complessivo. Non possiamo pensare che le grandi strade di penetrazione del centro, a partire da via San Faustino, abbiano solo negozi di carattere etnico. Chiediamo e attueremo sempre più controlli, ma ricordo che grazie alla legge da noi proposta e approvata in Regione metà dei phone center è già stata chiusa». Veniamo all'arredo urbano. Lei ha già annunciato qualche colpo a effetto... «Confermo che nel giro di pochi mesi riporteremo il "Bigio" in piazza Vittoria, esattamente dov'era stato collocato in origine. Abbiamo sponsor privati e l'ok della Sovrintendenza, e poi era un progetto varato da Corsini. Conto anche di rimettere la statua della Lodoìga sotto la Loggia: quella Corsini non la voleva. Temeva qualcuno la rovinasse. Ma c'è un altro progetto che mi sta a cuore». Vale a dire? «Ho chiesto agli uffici di censire tutti gli archetti che delimitano tratti di marciapiedi in città. Orrendi. Li rimuoveremo e metteremo dei fittoni al loro posto, dando uniformità alle strade cittadine. Una piccola cosa, ma molto visibile. Così come confermo la guerra aperta ai graffiti: nel nuovo bando per il Carmine assegneremo punteggi supplementari a chi utilizza sulle facciate vernici speciali, che rendono facilmente eliminabili le scritte. Attraverso il controllo con le telecamere contrasteremo il fenomeno dei graffiti, studieremo convenzioni per ripulire facciate pubbliche e private». Alcune vie del Carmine sono state riqualificate, altre no. Voi da dove ripartirete? «Faremo il secondo stralcio di via Battaglie. Poi penso a vicoli minori, a via Scalvini. Va studiata anche una nuova forma di raccolta dei rifiuti. Oggi la differenziata in centro non c'è: penso si potrebbe partire da lì per la raccolta porta a porta». Paroli ha rilanciato il progetto di un parcheggio sotto il castello, che c'era già nel programma elettorale di Dalla Bona nel '98. Di cosa si tratta, esattamente? «L'idea è di un parcheggio meccanizzato scavato nel Cidneo, a cui si avrebbe accesso dalla Galleria. Uno arriva, consegna la macchina e un meccanismo la "colloca" nel parcheggio. Da lì ci potrebbero essere percorsi interessanti: già oggi due camminamenti, chiusi, sboccano in contrada Santa Chiara. Un ascensore potrebbe sbucare sul piazzale della Locomotiva in castello. A piedi si arriverebbe in via Mazzini. Sono in atto degli studi». E il progetto, caro al suo predecessore, di una risalita meccanica al castello alle spalle del Foro romano? «Depennato». A proposito di parcheggi: che sarà del progetto per la fossa di piazzale Arnaldo? «I lavori partiranno entro poche settimane e un parcheggio sostitutivo provvisorio sarà aperto nel campo sportivo dell'ex caserma Goito. In quello nuovo di piazzale Arnaldo ci sarà una parte riservata ai residenti, con accesso da via Turati». Il progetto più importante dei Lavori pubblici a guida Labolani? «Il Palazzetto dello sport. A bilancio metteremo subito i soldi per lo studio di fattibilità. Il nostro intento è realizzarlo entro cinque anni. La localizazione è ancora da decidere. Un altro intervento significativo sarà sulla Pinacoteca: dopo anni di cantieri vogliamo realizzare un intervento definitivo, che metta a norma una struttura così importante. Stesso discorso per la Loggia: va fatto un intervento sulla carenatura, che sta cedendo. Bisognerà realizzare una piattaforma sul soffitto del Vanvitelliano. La struttura che regge la cupola è grandiosa: sarebbe bello rendere accessibile un capolavoro come questo ai visitatori. Così come vogliamo rilanciare il castello. È splendido. Gli ultimi lavori alla Montagnola, sul versante settentrionale, sono riusciti molto bene». La giunta-Corsini vi ha lasciato un sacco di soldi da spendere... «Merito dei dividendi di A2A». Parliamo di cantieri stradali. Faccia sognare noi automobilisti: prometta cantieri notturni e nei week end, come fa la Provincia, riducendo i disagi... «Se lo fa la Provincia, non vedo perchè non potremmo farli anche noi. Ne ho discusso con l'assessore Parolini. Un altro punto fermo è la necessità di sicurezza sui cantieri. E poi non è ammissibile ci siano lavori fatti male: buchi che si aprono nelle strade, tombini che cedono. Non può esserci, come oggi, una sola persona che controlla tutti i cantieri. Avvicinandosi l'estate ci saranno diversi lavori: c'è un cantiere che ci preoccupa per gli effetti sul traffico, via S. Rocchino». A cosa le piacerebbe che rimanesse legato il suo nome, dopo cinque anni da assessore? «Spero rimanga legato al nuovo Palasport, alla sistemazione delle aree attorno alle stazioni della metropolitana, all'immagine di una città più ordinata e pulita. A breve uscirà l'ordinanza che vieta il consumo di alcol nei parchi; realizzeremo spazi dedicati ai cani per tenere pulite altre aree. Il ritorno del Bigio, la sistemazione di largo Formentone, un centro più vissuto da tutti: questi sono i segni che mi piacerebbe lasciare nella città». Massimo Tedeschi Con i suoi 54 anni appena compiuti è il «veterano» della giunta-Paroli. Con le sue deleghe (i Lavori pubblici eraditati da Braghini, il Verde da Brunelli e una delega di nuovo conio sul Centro storico), è un «uomo forte» dell'esecutivo di centrodestra che guida la Loggia. Lui gioca, fatalmente, all'ala destra. Dopo una vita all'opposizione, nel Msi prima e in An poi, dopo una lunga esperienza alla guida della Nona Circoscrizione, Mario Labolani è adesso nella stanza dei bottoni di via Marconi. Ha ereditato la vecchia scrivania monumentale che usava Mario Venturini all'Urbanistica. E una montagna di progetti da disincagliare e completare, ma anche da varare ex novo. Alcuni dei segni più tangibili della svolta politica in Loggia dipenderanno dal suo lavoro.