Roma. «Riserve» e la richiesta di «alcune correzioni»: il decreto sui rifiuti, così com'è, non va. L'Unione europea guarda con sospetto agli articoli - 9 e 18 - che prevedono deroghe in materia ambientale. «Tutto sotto controllo, la riunione di venerdì sera l'abbiamo chiesta noi e offriremo tutte le spiegazioni e qualche correzione» rispondono dall'ufficio di Guido Bertolaso. Il dipartimento del sottosegretario è già al lavoro. Il sottosegretario con delega all'emergenza campana ne ha parlato già ieri mattina con Gianni Letta, incontrato a palazzo Chigi prima di partire per la Maddalena, dove ha discusso col governatore Soru della riqualificazione dell'ex base Nato. Il tempo stringe. E non solo perché in Europa attendono spiegazioni già per la settimana prossima. Il governo sa già anche - come ha avvertito ieri sera Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente - che «l'intesa con l'Ue è una pregiudiziale» per il sì del Pd al decreto. «Se hanno chiesto di illustrare il provvedimento, evidentemente qualche preoccupazione il governo italiano ce l'ha»: da Bruxelles Pia Buccella, responsabile del dipartimento ambiente dell'esecutivo europeo, conferma che la riunione di venerdì sera è stata chiesta dall'Italia. E da palazzo Chigi confermano che sì, gli esperti legislativi del governo avevano chiesto di poter illustrare il decreto subito, ma «per velocizzare il confronto con Bruxelles e prevenire una eventuale nuova procedura d'infrazione (una è già stata aperta proprio sui rifiuti). Le riserve emerse venerdì sera - e la conseguente richiesta di modifiche - riguardano le procedure per la valutazione d'impatto ambientale e il lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali. L'Ue chiede che nulla vada in senso contrario alle norme vigenti nella comunità. Spiega Giacomo Aiello, responsabile dell'ufficio legislativo del Dipartimento della protezione civile che guidava la delegazione italiana all'incontro di venerdì: a Bruxelles è stato garantito che vi saranno «piccole modifiche» in sede di conversione del decreto, vi sarà - soprattutto - «una migliore definizione delle deroghe, che saranno legate alla tutela della salute umana». La tabella esplicativa sarà inviata martedì. Ma Aiello - e l'uffici di Bertolaso - preferiscono sottolineare come da quell'incontro sia emersa «soprattutto la condivisione» della valutazione della gravità della situazione e, quindi, dell'urgenza dell'intervento. Lo hanno sottolineato anche ieri, nel corso di una riunione del Dipartimento che ha anche discusso la struttura da nominare a Napoli al momento dell'avvicendamento con Gianni De Gennaro, che si avvicina. «Indietro non torniamo» ha detto ieri sera Andrea Ronchi, ministro per le politiche Ue: «Risolvere il problema dell'immondizia a Napoli resta una priorità del governo». Le stesse parole ripetute in questi giorni da Silvio Berlusconi. intanto i rilievi Ue vengono accolti dalla Lega con nervosismo: «Hanno dell'incredibile» dice Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, che ne trae la convinzione della bontà dell'idea di sottoporre a referendum il trattato di Lisbona: «l'Ue è stata creata per aiutare i paesi membri, non per ostacolarli». L'accordo con Bruxelles è invece considerato un passo «pregiudiziale» dal Pd: «Mercoledì, quando inizierà l'esame in commissione alla Camera - dice Realacci a nome del governo ombra del partito di Walter Veltroni - chiederemo al governo di avere certezza che il provvedimento sia concordato con Bruxelles». Se non sarà così, il Pd non lo appoggerà.
Decreto rifiuti, dubbi dell'Ue: regole violate
Il governo italiano ha richiesto una riunione di venerdì sera con l'Unione europea per discutere le riserve emerse sul decreto sui rifiuti. L'Ue ha espresso preoccupazioni sugli articoli 9 e 18 del decreto, che prevedono deroghe in materia ambientale. Il governo ha affermato di essere disposto a fare modifiche per soddisfare le esigenze dell'Ue. La riunione è stata chiesta dal governo italiano, che ha chiesto di illustrare il provvedimento subito. L'Ue ha richiesto che nulla vada in senso contrario alle norme vigenti nella comunità. Il governo ha affermato di condividere la valutazione della gravità della situazione e dell'urgenza dell'intervento.
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