Ma le indagini saranno limitate: niente interventi nella preziosa area sacra dell'acropoli di Populonia POPULONIA. La prima università che tornerà a scavare quest'anno a Populonia è quella di Siena. In questi giorni sono state rese note le date in cui si apriranno i nuovi cantieri. Il più suggestivo è quello di Buca delle Fate, nella zona delle cave, fra le località più belle della nostra costa. E' qui che si trova un sito archeologico, di età classica, che merita di essere ulteriormente indagato dai professori Franco Cambi e Cinthya Mascione, i quali hanno organizzato la prossima campagna dai primi di giugno fino alla fine del prossimo mese. L'area boscata che scende fino al mare non sarà l'unico sito ad attirare l'attenzione dei ricercatori. In programma per l'estate, ci sono altri due scavi. Purtroppo, tra questi, non figura l'area dell'acropoli, di recente aperta ai visitatori. Acropoli che, invece, è importante indagare ancora. E non si scaverà neanche a San Quirico, dove per anni ha lavorato il compianto professor Francovich. L'Università di Siena, verso la fine della prossima estate, tornerà di nuovo ad interessarsi anche dello scavo della spiaggia di Baratti, dove sono stati rinvenuti antichi corredi funebri. L'obiettivo è cercare di arrivare verso la conclusione completa delle indagini archeologiche, anche per mettere in sicurezza il sito di Baratti, fonte inesauribile di sorprese. Tra gli scavi che meritano attenzione c'è il "campo archeologico" che si svolgerà per gran parte di questa estate a Poggio del Molino, nell'area dove oltre vent'anni fa tornarono alla luce i mosaici in bianco e nero. Quello dei pesci e con le teste di moro rinvenuti alle Logge, sull'Acropoli, non sono i soli mosaici che appartengono a Populonia. Ci sono anche quelli con i tasselli bianchi e neri, rimasti molti anni sotto la polvere per essere protetti da vandali e clandestini. Data l'importanza del sito, la campagna e seguita da vicino dalla Soprintendenza e dell'associazione archeologica piombinese. A Poggio del Molino, infatti, si trova una villa, di epoca tardo-antica, che aveva un duplice scopo: residenziale e produttivo. E' per questo che sono stati rinvenuti una serie di mosaici pavimentali ed affreschi alle pareti che dovevano appartenere all'area delle terme. Accanto, gli archeologi, intorno al 1980, individuarono anche una serie di strutture che servivano per le attività metallurgiche. Da qui la necessità di riportare alla luce l'intera struttura della villa, in modo da capirne la vita e le relazioni con Baratti ed il territorio circostante. Rimanendo sempre in tema di scavi, c'è da segnalare che l'Università di Siena tornerà di nuovo ad indagare il sito di Vignale, visibile fin dall'Aurelia, da metà settembre a metà ottobre.
GROSSETO - Archeologia, via alla campagna estiva di scavi
L'Università di Siena tornerà a scavare a Populonia, iniziando la campagna di scavi il 1° giugno. Il sito sarà lavorato dai professori Franco Cambi e Cinthya Mascione. La zona delle cave, in particolare, sarà interessata. Altri scavi sono previsti a Poggio del Molino e a Vignale. L'area dell'acropoli non sarà oggetto di scavi, ma ci saranno ulteriori indagini su questo sito. La Soprintendenza e l'associazione archeologica piombinese seguiranno la campagna di scavi. L'obiettivo è cercare di arrivare alla conclusione completa delle indagini archeologiche e mettere in sicurezza il sito di Baratti.
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