È uno dei business delledilizia nel Paese del Dragone. Il dossier di «Focus Extra». Estetica e ambizioni. La voglia di costruire dei cinesi pesca nellestetica europea per dare forma alle proprie ambizioni A 200 chilometri da Shanghai una piccola Parigi ospiterà 100mila persone: già venduti i primi appartamenti da 230 mila euro. Da Portofino alle città inglesi e scandinave: tutto ha il suo doppio in Cina. Il giurista Zhou Lin: «Limportanza di unopera si capisce dal numero di copie che ne vengono fatte» Si svegliano nei loro casermoni di Hangzhou, trangugiano una tazza di spaghetti, vanno al cantiere. Unora dopo spingono carriole di mattoni attraverso gli Champs-Élysées, tirano su muri in vista della torre Eiffel e rasano stucchi su facciate da settimo arrondissement. Gli operai che lavorano a Tianducheng costruiscono una Parigi che non hanno mai visto, un capriccio architettonico figlio di un Haussmann minore. Cemento per la vanità e i portafogli dei cinesi che possono. Tianducheng, la «città del cielo» è un sogno molto concreto. Alla fine dei lavori, prevista nel 2015, il centro satellite di Hangzhou (oltre 6 milioni di abitanti, capitale dello Zhejiang, a 200 chilometri da Shanghai) ospiterà 100mila persone (oggi solo 2 mila). Venduti subito i primi alloggi, poi è stata la volta degli appartamenti «parigini», che limpresa Guangsha piazza per 230 mila euro. Tianducheng è una Parigi clonata e in scala. La sua torre Eiffel è alta 108 metri, circa un terzo delloriginale. I boulevard rischiano leffetto Cinecittà, da quinta di film in costume, non manca lArco di Trionfo. Cè anche una fontana con un Apollo copiato da Versailles. E la grandeur del costruttore cinese non si ferma, visto che uno dei progettisti ha rivelato ammiccante che «importeremo vitigni dalla Francia e chiederemo ad aziende francesi di aiutarci a produrre un vino della casa». Un improbabile Chàteau Tianducheng? Non è un caso isolato, questo di Hangzhou. Lebbrezza edificatoria cinese pesca generosamente dallestetica europea per dare forma alle proprie ambizioni. Il nuovo skyline di Pechino è un fiorire di firme internazionali, e francese (di Paul Andreu) è il design del teatro accanto alla Tienanmen; il progetto urbanistico di Gregotti per Pujiang (Shanghai) ha già trovato posto nei libri. Lentusiasmo porta a produrre piccoli mondi paralleli ancora più estremi, capsule di esotismo. Albert Speer jr., figlio dello Speer che lavorò per Hitler, ha concepito una città alla tedesca, declinata secondo il gusto delle favole: casette da Hànsel e Gretel, dove la strega cattiva è tuttal più lagente immobiliare. A unora da Shanghai sorge uniper-britannica «Thames Town», città «sul Tamigi»; in Sichuan una Dorchester punto 2 in omaggio al romanziere Thomas Hardy. A Shanghai, la guest-house di Stato Hong Qiao, oggi hotel a 5 stelle, è costituita da ville sparge nel parco costruite come casette di legno canadesi, ville palladiane, residenze del New England. Unaltra torre Eiffel è a Shenzhen, al confine con lex colonia britannica Hong Kong. Quelle di Hangzhou-Tianducheng, naturalmente, non sono le prime tracce che la Francia ha lasciato tracce in Oriente. Non solo in Indocina, dove tra laltro Hanoi fu impreziosita da una specie di Notre Dame ridotta e a Saigon fa bella mostra un vero hotel-de-ville. Anche nella Cina ottocentesca delle concessioni occidentali, architetti francesi hanno edificato palazzi e chiese, come la goticissima cattedrale del Sacro Cuore di Canton, che fa il verso a Chartres e Strasburgo. Sembra un paradosso: lorgogliosa Cina del boom torna al gusto di quelle che, una volta, erano avide potenze coloniali. Nella Cina imitatrice di oggi - che rifà pub inglesi e cittadine scandinave, Portofino apocrife e una Venezia per 4.500 residenti entra in gioco quello che Zhou Lin, giurista dellAccademia Cinese di Scienze Sociali spiega a Focus Extra, nel numero speciale pubblicato in collaborazione con il Corriere da oggi in edicola: «Copiare è nella nostra natura. In passato il rispetto per un autore si esprimeva nel numero di copie che si facevano della sua opera». Hangzhou va avanti per la sua strada e rivendica una tradizione cosmopolita che conta il viaggio di Marco Polo (la descrisse come la florida e splendida Quinsai) e una colonia di mercanti genovesi nel Duecento. Amanti della lingua francese si ritrovano a fare pratica in città, al padiglione di Laifeng. Studenti, semplici appassionati. Ripassano i congiuntivi, simulano colloqui di lavoro o di cortesia. Costa meno del bordeaux e di un Cartier. Sperano di vedere un giorno la torre Eiffel a Parigi, non a Tianducheng.
CINA. Città finte. Nozze a Parigi, foto a Venezia. LEuropa clonata dei cinesi
In Cina, un progetto di costruzione di una Parigi in miniatura, chiamata Tianducheng, sta per essere completato a Hangzhou. La città, che ospiterà 100mila persone, sarà caratterizzata da strade, boulevard e edifici ispirati alla capitale francese. I progettisti hanno copiato l'architettura di Parigi, compresa la torre Eiffel, che sarà più bassa di quella originale. La città è stata costruita con cemento e mattoni, e i lavori sono stati completati in pochi anni. La città è stata venduta a privati, che hanno pagato prezzi alti per gli appartamenti.
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