È made in Italy uno degli innovativi progetti architettonici per lExpo 2010 di Shanghai. Resistente, luminoso, ecologico: ecco l'edificio «bioclimatico» Cemento trasparente per diffondere luce ambientale. Pannelli fotovoltaici, inseriti nelle vetrate autopulenti, in grado di produrre elettricità. E poi una struttura bioclimatica, a forma di grande cortile interno, per il contenimento energetico, grazie allintegrazione di sistemi passivi e attivi delle strategie bioclimatiche. Benvenuti a Shanghai, nellinnovativo padiglione italiano di Expo 2010 (che si svolgerà dal 1 maggio al 31 ottobre). Il progetto, risultato vincitore tra 65 proposte, aspetta il via per la posa della prima pietra. Nei prossimi mesi. «E' un concentrato di novità in fatto di materiali e soluzioni architettoniche» spiega Giampaolo Imbrighi, professore di tecnologia dellarchitettura alla Sapienza di Roma, nonché responsabile del gruppo di architetti italiani firmatari dellopera. E continua: «Dal punto di vista costruttivo il cemento trasparente si ottiene aggiungendo impasti vetrosi e compound a base di fibre di vetro. Il tutto amalgamato alla tradizionale miscela di calcestruzzo». Il prodotto finale, compatto e resistente nella lavorazione, presenta un duplice vantaggio architettonico. Di notte, ledificio visto dallesterno fa trasparire le luci interne. Invece, durante il giorno, i visitatori allinterno percepiscono le variazioni di luminosità esterne, diffuse in modo uniforme nellambiente. Il chiaro-scuro è accentuato dalla presenza di pareti trasparenti come le vetrate, in contrasto con le zone diafane del calcestruzzo. Il risultato finale di queste innovazioni tecnologiche nei materiali da costruzione? Una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. Dipendenti anche dalle condizioni meteorologiche. Ma il progetto rivela al suo interno altre novità. Unevoluzione della specie che in 50 mila anni di storia ha portato luomo ha sperimentare prima e utilizzare poi nuovi materiali da costruzione. Dal legno e argilla delle capanne, fino al vetro e cemento dei grattacieli newyorkesi. «Le strategie progettuali per Expo 2010 rendono il padiglione una "macchina bioclimatica" ideale. Per realizzarlo ci siamo posti lobiettivo primario del risparmio energetico e dellecocompatibilità dei materiali - spiega ancora il professor Imbrighi - ad esempio il controllo della radiazioni termiche è regolato da vetri contenenti elementi fotovoltaici. Così oltre alleffetto schermante viene prodotta elettricità. Inoltre la copertura, particolarmente curata per ottenere protezione dal surriscaldamento estivo e un recupero di acqua piovana». Un giusto equilibrio tra aspetti architettonici, ambientali e tecnico costruttivi. Il sistema di condizionamento sfrutta la convezione di correnti daria, rinfrescata da un flusso continuo di acqua. Laria calda viene convogliata verso lalto ed estratta naturalmente, sfruttando il principio delleffetto camino. Non solo. Il condizionamento naturale non è limitato allatrio, ma interessa lintero edificio, grazie ad aperture nella struttura che funzionano da gallerie del vento. Un principio simile a quello messo in pratica dai cavalieri durante le Crociate. Per mantenere fresche le mura interne della Valletta a Malta. «Lintero progetto spiega Beniamino Quintieri, commissario generale per lItalia allExpo di Shanghai - è stato sviluppato seguendo le linee guida proposte dai responsabili cinesi "better city, better life". Un concetto che lega la qualità della vita allambiente urbano». Inutile nascondere che oltre al ritorno di immagine del made in Italy, la buona riuscita del padiglione italiano rappresenterà il biglietto da visita per lappuntamento milanese di Expo 2015. Strategie di risparmio Il padiglione italiano di Shanghai, che si avvarrà di nuovi materiali di costruzione come il cemento trasparente (nella foto sopra), costerà 10-12 milioni di puro. Expo 2010 si sviluppa su una superficie di 3600 metri quadri. Per costruirlo le maestranze cinesi impiegheranno un solo anno di lavoro. Gli accordi prevedono che lintero edificio, finita la manifestazione, non sia demolito. Due le ipotesi. Lasciarlo nella stessa posizione, oppure spostarlo in una seconda sede. Ecco perché in fase progettuale gli architetti italiani hanno previsto una struttura portante con travi in acciaio, da montare e smontare in tempi brevi, con una diversa composizione dei singoli moduli. Nei 6 mesi di apertura di Expo 2010 è prevista la presenza di 70 milioni di visitatori. Nella foto sopra, unimmagine di come sarà il padiglione.