SASSARI. La buona novella annunciata da Soru secondo loro è solo una "minestrina riscaldata". Nuovi alberghi nel litorale, casa di riposo e parco urbano: tutto vecchio, dicono gli esponenti del Pdl, tutto già pianificato e messo nero su bianco nel Puc datato 2004. Nellaccordo di programma con la Regione finirebbero «progetti avviati dalla precedente amministrazione di centrodestra, rispolverati dal governatore e accolti con entusiasmo dal sindaco Antonio Spano, come se fossero novità straordinarie». Ma cè anche altro: prima di demolire il lido Iride, la Regione deve chiedere il permesso al Ministero. Che di quei ruderi vanta la proprietà. Cè una nota, datata 26 maggio. Lo stesso giorno in cui il presidente Renato Soru ha incontrato la maggioranza di centrosinistra del comune di Sorso, la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici ha preso carta e penna per ribadire il ruolo centrale del Ministero nelleventuale demolizione del lido Iride. Un testo breve che lascia intuire paletti in agguato. Dato che lo stabilimento balneare ha più di 50 anni di storia alle spalle, spetta al Ministero dare lautorizzazione alla sua cancellazione, ma solo dopo il parere positivo della direzione, regionale dei beni culturali. «E evidente - dice Antonello Peru, capogruppo dellopposizione di centrodestra nel consiglio comunale di Sorso -, che Soru non può decidere autonomamente di fare partire le ruspe. Altrimenti qualcuno ci avrebbe già pensato prima di lui. Quando in mag- gioranza stavamo noi, eravamo perfettamente a conoscenza dei vincoli. Per questo il nostro impegno è stato incentrato sulle possibilità di recupero dellimmobile in chiave economica». Gli esponenti del Pdl non si oppongono alla demolizione, ma dicono che il trasferimento delle volumetrie dellex stabilimento non sha da fare, per due ragioni. Sentimentale la prima: «Larea non deve diventare un deserto, potrebbe invece accogliere strutture balneari meno impattanti, pensiamo a casotti di legno». Sorride il consigliere sassarese Piero Fiori: «Quel lido era la spiaggia dei sassaresi, non cancelliamolo». Più tecnica la seconda motivazione: «Nellaccordo di programma ipotizzato si prevede il trasferimento di volumi in unarea accanto allex hotel Toluca e nel campeggio Li Nibari. Non serve - spiega Peru -, perchè quelle volumetrie, in misura superiore, erano previste nel Puc. Che aveva individiato 5 zone F per 10mila posti letto. Se il sindaco Spano avesse firmato le intese con Soru per tempo, avremmo evitato quattro anni di blocco edilizio». Ma i conti non tornano neanche sullex caserma da trasformare in casa di riposo: «Avevamo già individuato unarea da destinare a servizi sanitari, perchè non proseguire su quella strada?». Ancora: «Per il parco urbano il nostro Comune era stato ammesso in una graduatoria. Poi la Regione, nel 2006, ha dirottato i fondi su altri centri». Niente di nuovo allorizzonte, dunque, secondo il coordinatore provinciale di Forza Italia Giampiero Lavena: «Soru è in campagna elettorale, dunque promette mare e monti a tutti». Il sindaco Antonio Spano non si scompone. Dice che il Puc del 2004 è «carta-straccia, perchè è in totale disaccordo con il Ppr. Che ha azzerato i volumi turistici preventivati. Bisogna ricominciare da capo: con laccordo di programma abbiamo la possibilità di individuare finanziamenti certi e accorciare i tempi». Sul lido Iride: «Mi auguro che il Ministero si renda conto che tenere in piedi quel rudere pericolante sarebbe una follia». Infine: «Il centrodestra voleva realizzare una Rsa, non una casa di riposo. Ma il loro progetto venne respinto. Che senso avrebbe farselo bocciare unaltra volta?».