«Adesso succede che il ministero revoca il decreto Rutelli e fa gli spostamenti che ritiene opportuni, ma solo se cè la copertura della spesa, altrimenti la Corte dei Conti avrà sempre da eccepire». In poche battute Nicola Spinosa, responsabile del Polo Museale napoletano, chiarisce e mette a nudo i problemi nati nelle soprintendenze di mezza Italia il giorno dopo latto con il quale il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, ha ritirato il decreto ministeriale del 28 febbraio scorso. Il dispositivo, sottoscritto dal suo predecessore a via del Collegio Romano, Francesco Rutelli, prevedeva divisioni, accorpamenti e istituzioni di soprintendenze archeologiche o ai beni paesistici e architettonici, lungo lintera penisola. Sul pacchetto dei provvedimenti, sul decreto stesso e sugli spostamenti dei funzionari di secondo livello nelle nuove sedi, la magistratura contabile aveva espresso perplessità, eccepito rilievi e chiesti chiarimenti. Tutti elementi che, evidentemente, o non sono arrivati oppure non erano stati considerati sufficienti dalla Corte. Ragion per cui il nuovo responsabile dei Beni culturali ora dovrà cambiare o annullare quei decreti che prevedono aumento di spesa mentre potrà lasciare inalterate le situazioni che non incidono sul bilancio del 2007. «Per quello che mi riguarda - continua Spinosa - e che attiene al Polo Museale, posso dire che il provvedimento non ci tocca in quanto il Polo è nato assieme a quelli di Firenze, Roma e Venezia, nel dicembre del 2007. Perdo invece quellinterim ai Beni storici e artistici di Benevento, Caserta e la provincia di Napoli, che peraltro avevo rifiutato appena mi era stato comunicato il provvedimento, perché non ritengo che si possa svolgere un periodo anche di due o più mesi di incarico provvisorio in una soprintendenza che ha monumenti come la Reggia di Caserta, la città di Benevento e la provincia di Napoli». In buona sostanza, la disposizione di Bondi, non provoca alcun movimento per gli Archivi di Stato di Napoli, Caserta e Salerno guidati rispettivamente da Felicita De Negri, Imma Ascione, Maria Luisa Storchi. Identica situazione per la Biblioteca nazionale di Napoli, dove rimane Mauro Giancaspro, e alla Soprintendenza archivistica per la Campania, con Maria Rosaria De Divitiis. Sospende, invece, almeno in teoria, gli spostamenti di Enrico Guglielmo, che non è più a Caserta, di Stefano Gizzi, non più a Palazzo Reale e alla sua Soprintendenza, di Maria Luisa Nava, non più allarcheologica di Salerno ma in rientro a Napoli-Caserta, di Mario Pagano, che torna alla Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento. Sparisce, dunque, la nuova archeologica di Benevento e Caserta. Così come scompare la neonata soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, alla cui guida era stato designato Pietro Giovanni Guzzo; il quale dovrebbe così ritornare alla direzione di Pompei e Ercolano. «Ho sempre eseguito gli ordini superiori - rimarca Guzzo - e non vedo perché alla fine della mia carriera non debba farlo. Perciò attendo in rispettoso silenzio le disposizioni dai competenti uffici ministeriali». Decisioni e scelte che non dovrebbero tardare molto, a quel che si dice nelle stanze del ministero, visto che lo stesso già veniva da un periodo di ingessatura, derivato dal passaggio di governo, e che adesso rischia di acuirsi appunto per i problemi rilevati dalla magistratura contabile e per i ricorsi dei soprintendenti. Proprio in questa direzione, andrebbero le disposizioni, per adesso solo verbali, e che bloccherebbero ogni movimento per due settimane: il tempo necessario per correre ai ripari. «Da quello che ho compreso - spiega difatti Luciano Scala, direttore regionale dei Beni culturali - resta tutto fermo e chi ha operato sino ad oggi continua a farlo. Circa eventuali cambi nelle designazioni dico solo che quando si rifanno le cose sono sempre possibili variazioni. Per quello che mi riguarda, se dovessi essere chiamato dal ministro, confermerei le scelte che ho fatto». Spinosa: «Perdo quello che avevo rifiutato» Guzzo: «Posso solo attendere» Scala: «Ora tutto è fermo»
NAPOLI. Nomine alle Sovrintendenze. Bondi verso la soluzione-ponte
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha revocato il decreto del suo predecessore, Francesco Rutelli, che prevedeva divisioni e istituzioni di soprintendenze archeologiche e ai beni paesistici e architettonici. La Corte dei Conti aveva espresso perplessità e chiesto chiarimenti sui provvedimenti. Il nuovo responsabile dei Beni culturali, Nicola Spinosa, ha chiarito che il provvedimento non tocca il Polo Museale di Napoli, ma annulla gli spostamenti dei funzionari di secondo livello nelle nuove sedi. Spinosa ha anche rifiutato l'incarico provvisorio per la Soprintendenza archivistica per la Campania.
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