Un secco comunicato interno. «Si rende noto che questo gabinetto, a seguito delle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti, ha provveduto a ritirare il Decreto Ministeriale 28 febbraio 2008, concernente l'articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale dell'amministrazione centrale e periferica». L'ha firmato Salvatore Nastasi, capo di gabinetto del Ministro Sandro Bondi, e con esso il responsabile dei Beni Culturali italiani cancella, di fatto, tutti i provvedimenti presi dal predecessore Francesco Rutelli nei suoi ultimi giorni da ministro. Tutto annullato, dunque. Nomine di funzionari, spostamenti, accorpamenti di uffici, nuove soprintendenze. Non se ne parla più. Si riparte daccapo e dopo due mesi e mezzo di maldipancia diffusi tra la quasi totalità dei funzionari interessati. Ciò significa che le soprintendenze archeologiche, quelle ai Beni artistici, architettonici, paesaggistici e etnoantropologici e quelle speciali che erano state spaccate o al contrario accorpate, tornano nella identica situazione in cui erano alla fine del febbraio scorso. E in Campania, regione pesantemente toccata dalla riforma, già da lunedì prossimo, si assisterà all'azzeramento dei provvedimenti, con la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei che, di conseguenza, non esiste più. Con Pompei (assieme a Ercolano, Stabiae, Oplonti e Boscoreale) che ritorna da sola; mentre l'archeologica di Napoli si riprende Caserta. Così come all'archeologica di Salerno (che era rimasta sola con Avellino) viene riaggregata Benevento, visto che con Benevento e Caserta s'era costituita una nuova soprintendenza archeologica. Se ne deduce (ma potrebbe non essere così, comunque si dovranno attendere le decisioni del ministro Bondi) che identica sorte toccherà ai funzionari interessati dai cambiamenti. Pertanto, il Soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo, che era stato designato dal direttore regionale Luciano Scala e da Stefano De Caro, direttore generale per i Beni archeologici, a dirigere la Soprintendenza speciale Napoli-Pompei, dovrebbe tornare a Pompei. La soprintendente archeologa Maria Luisa Nava tornerebbe a Napoli-Caserta. Così come Mario Pagano rientrerebbe alla guida di Salerno-Avellino- Benevento. Come nell'antica «ammuina »borbonica, ecco le soprintendenze ai Beni artistici, storici, architettonici e demoetnoantropologici di Napoli, di Salerno e Caserta, che erano state spezzate ciascuna in due tronconi (Bap- beni architettonici e paesaggistici e Bpsae-beni artistici, storici e etnoantropologici), tornare a fondersi. Nicola Spinosa, responsabile del Polo Museale napoletano, che aveva avuto aggregata la città di Napoli per i Beni storici e artistici, dovrebbe perderla a vantaggio della vecchia soprintendenza, alla cui guida, attualmente c'è Stefano Gizzi. Tornerebbe a Napoli, per una situazione analoga a quella dell'archeologia, il soprintendente Enrico Guglielmo. A Salerno dovrebbe tornare Giuseppe Zampino, prima destinato nel Lazio e poi dirottato, nel giro di poche ore, in Calabria. Cìè poi il caso dei soprintendenti nominati due mesi fa su posto non più esistente, costretti a tornare nelle loro sedi originarie. Pochissimi problemi invece per gli Archivi di stato di Napoli, Caserta e Salerno per i quali erano-e sono rimasti- responsabili rispettivamente, Felicita De Negri, Imma Ascione, Maria Luisa Storchi; così, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, con Mauro Giancaspro, e alla Soprintendenza archivistica per la Campania, con Maria Rosaria De Divitiis. E se ancora non bastasse, corre voce di un probabile cambio alla Direzione regionale per i beni culturali Campania. Al Ministero di via del Collegio Romano si pensa a un avvicendamento tra Luciano Scala, attuale responsabile, e Pio Baldi, architetto, già direttore generale del Ministero per l'Architettura e l'Arte contemporanea. Finisce male una riforma che quasi tutti, del resto, avevano definito un «pateracchio» più che un cambiamento radicale.
CAMPANIA - Soprintendenze, si riparte da zero
Il Ministero dei Beni Culturali ha annullato il Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2008, che aveva modificato gli uffici dirigenziali dell'amministrazione centrale e periferica. Il decreto è stato firmato dal capo di gabinetto del Ministro Sandro Bondi. Ciò significa che le soprintendenze archeologiche, artistiche, architettoniche, paesaggistiche e etnoantropologiche sono tornate nella situazione in cui erano alla fine del febbraio scorso. In Campania, la regione più toccata dalla riforma, si aspetta l'azzeramento dei provvedimenti, con la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei che non esisterà più.
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