L'università di Ca' Foscari di Venezia gioca d'anticipo e vuole essere la prima università ad occuparsi di gestione quantitativa del mercato delle arti. E lo fa proseguendo nel processo, già avviato da qualche anno, di internazionalizzazione chiamando come docente Jean-Claude Andreani, direttamente da Parigi. Il nuovo corso di 30 ore, inserito nel programma del corso di laurea magistrale interfacoltà in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali ( Egart), avrà il titolo Analisi della domanda dei beni culturali. Corso avviato grazie al finanziamento del Rotary Club Venezia-Mestre che ha creduto in questo nuovo progetto. Il corso si ripropone di fornire agli studenti riconosciute competenze di ambito gestionale ed economico associate alle acquisizioni dell'area umanistica. Ad anticipare la partenza del nuovo corso, il docente Bruno Bernardi: «I nostri studenti ha dichiarato hanno bisogno di acquisire conoscenze più approfondite nell'aspettato quantitativo della gestione della domanda nella fruizione dei beni culturali. Conoscenze che vanno poi approfondite ulteriormente nell'indispensabile tirocinio formativo sul campo». E poiché in Italia certo non mancano la disponibilità di beni culturali, è bene creare delle figure capaci di gestire in modo più razionale ed economico la fruizione del nostro immenso patrimonio artistico. «Godiamo di un vantaggio di posizione ha aggiunto il docente ma la gestione dei beni culturali va rivista. Bisogna lavorare sulla velocità decisionale e sull'analisi quantitativa dei flussi turistici. Oltre a questo, a Venezia, bisogna iniziare a lavorare sul distretto culturale. Ovvero ha concluso basta con queste divisioni tra il privato (Punta della Dogana e Guggenheim) e la gestione pubblica. Anche se una sana concorrenza non fa poi così male». Anche l'Associazione Veneziana Albergatori ha contribuito alla realizzazione di questo nuovo corso.