Orta di Atella. I parroci hanno lanciato appelli dall'altare delle chiese. La società civile si è ribellata. E alla fine, con circa quattromila firme raccolte, denunce e tanta perseveranza, qualcosa, per salvare l'antico borgo di Casapuzzano, raro esempio di architettura rurale, comincia a muoversi. La sovrintendenza ai Beni culturali della Provincia di Caserta ha avviato la procedura mirata all'istituzione del vincolo per palazzo Bugnano, lo storico edificio (dove un tempo c'era l'osteria "Antica Atella") per il quale oggi è prevista la demolizione. Al posto della struttura, che si erge proprio di fronte al suggestivo castello del borgo in piazza Virgilio, dovrebbero essere costruiti 55 appartamenti. Parte del palazzo è già stata abbattuta dalla società che ha acquisito il bene, la Atellanae srl. In territorio ortese sono numerose le ditte, le aziende, i negozi il cui nome rimanda alla terra atellana. Un omaggio al paese che tuttavia, dinanzi alla prospettiva di un nuovo insediamento edilizio, resta nelle parole, senza tradursi in fatti. Ma nonostante la colata di cemento che andrà a sostituire il palazzo del marchese Bugnano, l'amministrazione comunale, che ha rilasciato la concessione a costruire, parla di riqualificazione. Il primo cittadino Salvatore Del Prete è convinto di aver agito nel rispetto del patrimonio architettonico locale. «Il progetto garantirà l'abbellimento, non la deturpazione di Casapuzzano - sostiene il sindaco - infatti sarà realizzata una corte di 600 metri quadrati, saranno destinati due locali a sede di uffici comunali e sarà allargata la strada principale». Ovviamente su posizioni diverse, il presidente di Legambiente, Antonio Pascale, in prima linea nella battaglia per salvare il borgo. «L'avvio della procedura per l'istituzione del vincolo - afferma Pascale - rappresenta un importante segnale di attenzione per le istanze presentate dalla società civile». Sotto la sede del Comune di Orta di Atella