Beni culturaliLa decisione dei ministro tra contestazioni e plauso Il Ministero dei Beni e attività culturali ha ritirato le oltre duecento nomine fatte dal ministro uscente, Francesco Rutelli. Lo ha reso noto l'Ugl citando una nota ministeriale di ieri a firma del Capo di Gabinetto, Salvatore Nastasi inviata ai Direttori generali e regionali. La motivazione del ritiro, secondo il sindacato, sarebbe legata alle osservazioni della Corte dei Conti. Le nomine erano contenute nel decreto ministeriale del 28 febbraio scorso e riguardavano gli uffici dirigenziali non generali: vale a dire - spiega l'Ugl - le nomine di Soprintendenti e Direttori di Biblioteche e Archivi. «Ora auspichiamo che il ministro Bondi - ha commentato il Coordinatore Nazionale Ugl Beni Culturali. Renato Petra - prima di procedere alle nuove nomine, vada a valutare attentamente caso per caso l'operato e gli obiettivi raggiunti dai singoli dirigenti. Non ultimo crediamo che sia il caso di rivedere l'utilità dell'accorpamento di strutture come quelle di Pompei e di Sassari; oltre a mettere mano agli Istituti di recente istituzione che oltre ad essere inutili non hanno ne sedi né personale disponibile». E scoppia la polemica. «La decisione di lasciare senza guida le Soprintendenze italiane è un fatto gravissimo, che rischia di paralizzare il sistema dei beni culturali», afferma il senatore del Pd Andrea Marcucci, ricordando che con l'atto «comunicato ieri dal capo di gabinetto del Ministero, si revocano in un colpo solo le 216 nomine varate da Francesco Rutelli (prevalentemente con rotazioni di personale già dipendente), peraltro conformi alle procedure ed ai termini previsti dal decreto di riorganizzazione approvato nello scorso dicembre». «Non nascondo - ha aggiunto Marcucci - una grave preoccupazione per lo stato di paralisi che rischia di avere effetti pesantissimi sulle Soprintendenze, in una materia così delicata come la tutela del nostro patrimonio storico artistico. Il segnale che il nuovo governo manda non è dei migliori: la drastica riduzione dei fondi per la cultura, l'annullamento dei finanziamenti a importanti manifestazioni internazionali ed ora questo nuovo provvedimento, rischiano di bloccare sul nascere - conclude il senatore - le possibilità di un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione». Di tutt'altro avviso l'onorevole Luca Barbareschi (Pdl) che ha voluto «ringraziare il ministro della Cultura Sandro Bondi per aver voluto riesaminare le nomine fatte al ministero dal precedente ministro Francesco Rutelli. nell'ultimo giorno della scorsa Legislatura». «Questa scelta - continua Barbareschi - sottolinea lo spirito di squadra e di forte coesione con cui lavora il Pdl per il rilancio dell'azione di governo della Cultura». Il ministro Sandro Bondi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro ombra della Cultura Vincenzo Cerami, nel quale - informa una nota del Ministero - «lo ha ringraziato per la disponibilità al confronto e per l'offerta di collaborazione, ritenuta da entrambi necessaria per il futuro del Paese».