Rampello torna in pole position. Caroli l'alternativa Il prossimo assessore alla Cultura del Comune dovrà essere una persona con forti legami internazionali. Il nome? Ho già un'idea ma, per ora, non è caso di aggiungere altro. Spero di riuscire a nominare il successore di Vittorio Sgarbi prima dell'estate. Ma, se occorreranno tempi più lunghi, pazienza». Letizia Moratti è sembrata ieri, a margine della presentazione del festival «MiTo Settembre Musica», più vicina della settimana scorsa («Terrò io le deleghe») alla scelta del nuovo assessore alla Cultura che dovrà lanciare Milano nell'atmosfera dell'Expo 2015. E il combinato disposto tra il profilo ribadito per l'ennesima volta dal sindaco («Forti legami internazionali») e il «Pazienza se occorreranno tempi più lunghi» pare attagliarsi alla perfezione a Davide Rampello, che, come presidente della Triennale, figura in scadenza a dicembre. Rampello, stimatissimo anche da Silvio Berlusconi, aveva già all'indomani del siluramento di Sgarbi fatto capire di non aspirare affatto a rilevare il Vittorio nazionale all'assessorato retto pro tempore dalla Moratti e di preferire, qualora non si rivelasse possibile rimuovere dallo statuto della Triennale il vincolo dei tre mandati da presidente, un ruolo di prestigio nell'organizzazione del programma culturale legato all'Expo. E allora? Beh, un'alternativa a Rampello esisterebbe eccome. Nella persona di Flavio Caroli. L'eccellente organizzatore di mostre di valenza internazionale, cioè, che il Comune sotto la Giunta Albertini aveva giubilato come consulente a causa dei tagli imposto al bilancio dell'allora assessore Salvatore Carrubba. Altre candidature, al momento, non emergono. A meno di non pensare che la Moratti stia, in realtà, puntando su uno straniero comunitario. Sgarbi, intanto, ieri ha incassato un parziale successo per il nulla osta del ministro ai Beni culturali alla messa in scena al Cenacolo vinciano della performance di luci e suoni di Peter Greenaway. «Non prevedere la proroga dello show "L'Ultima Cena" fino al 7 settembre - ha, però polemizzato il critico - è, però, un modo per sabotare "MiTo". Poi la solita stilettata al bersaglio grosso della Moratti ma stavolta sferrata partendo addirittura dalle lettere dal tono omoerotico redatte da Erasmo da Rotterdam. «Questi scritti sono uno smacco per Letizia - ha scandito, infatti, Sgarbi -. Lei considera gli omosessuali impresentabili. C'è più tolleranza in Berlusconi».