Caro direttore, essendomi occupato più volte anche sul suo giornale di questioni ambientali - con particolare riferimento ai temi della tutela del paesaggio e della natura - vorrei chiederle se non trova piuttosto strano che, passate le elezioni, aspetti che a lungo avevano dominato il dibattito pre-elettorale soprattutto in Toscana siano di fatto e quasi di colpo spariti. Ho avuto modo in queste settimane di partecipare a più di una pubblica discussione: a "Terrafutura" alla presentazione di un libro sui parchi toscani, a un interessante dibattito a Italia Nostra a Firenze su un bel libro dedicato al paesaggio toscano, a una tavola rotonda sulle aree protette organizzato dalla Scuola Sant'Anna, a un incontro regionale di amministratori locali e di parchi con l'assessore regionale Betti a Pisa. Ebbene, in tutte queste occasioni, dove più dove meno, ho riscontrato, per esempio, che la tanto decantata decisione del nuovo Codice dei beni culturali di sottrarre ai piani dei parchi l'aspetto paesaggistico, non trova quella benevola accoglienza che taluno considera "bipartisan". Anzi sta suscitando non poche preoccupazioni per le conseguenze negative che potrà avere anche per il paesaggio la separazione di quel che, specialmente in Toscana, si era riusciti a tenere unito. Sono impressioni infondate o allarmi ingiustificati? Per quel che posso giudicare, credo di no. E anche per questo trovo sconcertante quei troppi silenzi a cui facevo riferimento. Non crede che anche il "Tirreno" potrebbe stimolare di più un'attenzione che sembra decisamente in calo? Capisco perfettamente che il dopo voto presenti un'agenda fittissima di questioni importantissime, ma non le sembra che tra quel che il nuovo governo e il nuovo parlamento saranno chiamati a fare ci rientrino anche questi aspetti sui quali per mesi anche firme illustri si sono confrontate e neppure sempre con garbo?