Posti rivenduti, un appalto fermo. Ecco chi ci guadagna I cimiteri comunali scoppiano Un quarto dei Rotoli inagibile e SantOrsola incassa Mentre i loculi per ottenere una sepoltura nei tre cimiteri comunali (Santa Maria dei Rotoli, Santa Maria di Gesù e Cappuccini), sono ormai esauriti e le bare continuano ad accumularsi nei depositi, ai Rotoli cresce un business dellemergenza allombra del costone di Monte Pellegrino. Un quarto del cimitero è chiuso ormai da sette mesi, in attesa di un mega-appalto da nove milioni di euro per il consolidamento della montagna. Sembra quasi una congiura quello strano susseguirsi di inconvenienti che impedisce a una città di quasi un milione di abitanti di seppellire i suoi morti. «Mancata programmazione». È questa lunica spiegazione che si riesce a tirar fuori quando si cerca di capire perché i tre cimiteri "pubblici", sono ormai tutti pieni. Lunica alternativa alla "nuda terra" è il cimitero di SantOrsola. Una struttura privata, gestita da una congregazione religiosa, che vende i loculi a prezzi che vanno da duemila a seimila euro. Il cimitero di Ciaculli, la nuova struttura che da anni il Comune annuncia, è ancora solo sulla carta. Ma quando è cominciata lemergenza? Che affari ci sono dietro ai cimiteri sovraffollati? E soprattutto, davvero, nonostante lemergenza cè comunque qualcuno che riesce a trovare spazio? Non ci sono prove al momento che possano documentare una compravendita di loculi, ma cè un articolo del regolamento sui servizi cimiteriali, il numero 66, che dà la possibilità ai proprietari di cappelle di affidare, a titolo gratuito, un terzo dei posti disponibili a estranei. Un articolo che gli impresari di pompe funebri conoscono bene. Insomma, le stesse norme offrono un appiglio per aggirarle. Lemergenza del resto non è una novità. È da almeno dieci anni che Palermo si ritrova periodicamente con le bare accatastate. Correva il 2002 quando il prefetto Renato Profili requisì per sei mesi il cimitero di SantOrsola per dare sepoltura ai morti rimasti per giorni in deposito: 7.668 concessioni vennero revocate ma soltanto 1.555 furono utilizzate per accogliere salme non tumulabili nei cimiteri comunali. E tutti gli altri loculi spurgati per ordine del prefetto? Venduti da SantOrsola privatamente. Poi venne stipulato un protocollo dintesa tra Comune e Opera Pia attraverso il quale lEnte si impegnava a cedere ai cittadini alcuni loculi a prezzi controllati, circa 1.800 euro. Ma le tensioni sono cominciate subito, con lEnte che ha impugnato la requisizione, la rottura degli accordi e il conseguente scambio daccuse tra Palazzo delle Aquile e lIpab che ha portato a un contenzioso che non si è ancora concluso. La cifra che SantOrsala chiedeva come indennità di requisizione ammontava a quasi tre milioni di euro. Ma il Comune era disposto a dargliene solo la metà. Oggi Comune e Opera Pia hanno ricominciato a dialogare. Senza la collaborazione della struttura privata, pronta a mettere in vendita tra breve 400 nuovi loculi, lemergenza nei cimiteri cittadini è alle porte. In questi giorni le bare in deposito sono una trentina. E proprio pochi giorni fa il dirigente dei Servizi cimiteriali Gabriele Marchese ha disposto che le salme in attesa vengano tumulate nelle nicchie "fuori terra" costruite abusivamente negli anni Novanta. La nuova emergenza è frutto di unaltra emergenza tutta da raccontare. A novembre scorso, tre massi di due tonnellate ciascuno si sono staccati da Monte Pellegrino senza provocare alcun danno, né un buco nel terreno. Dopo la frana, un quarto del cimitero dei Rotoli è stato chiuso. Niente visite, né tumulazioni in una zona che ospita centinaia di cappelle gentilizie. Nonostante i massi siano caduti tutti vicini in unarea di circa tremila metri quadrati, il Comune decide di chiudere una zona di 51.700 metri quadrati, lequivalente di otto campi di calcio. Una «precauzione» adottata dal sindaco Diego Cammarata e dallassessore ai Servizi cimiteriali Pippo Enea. Subito dopo lAusl fa un sopralluogo e, di conseguenza, nega agli operai della Gesip, che si occupano della gestione del cimitero, lautorizzazione a raggiungere larea transennata. Con il profilarsi della nuova emergenza il sindaco Diego Cammarata, con un ordinanza firmata l11 aprile, modifica quella precedente e, pur non revocando la chiusura dellarea, dispone che gli operai della Gesip possano raggiungere la zona off-limits, anche se solo per le tumulazioni. Così, 35 seppellitori partecipano a un corso di addestramento organizzato dal Cai per imparare a muoversi in unarea a rischio frane. Sembra così che lemergenza possa finalmente rientrare. E invece no. Prima spunta la necessità di far partecipare a un corso da speleologia anche gli operai Gesip addetti alla manutenzione del verde, perché, come spiega il direttore della società Giacomo Palazzolo, «se non si provvede al diserbo, è impossibile procedere con la tumulazione». Poi, pochi giorni dopo, lo stesso Palazzolo, invia una nota a tutti vertici comunali con la quale dice di non poter rispettare le disposizioni date dal sindaco con lordinanza «per il divieto emesso dalla Ausl». Sono così passati sette mesi e quel pezzo di camposanto è ancora vietato. Le trenta salme che verranno seppellite nei loculi abusivi, avrebbero dovuto essere sepolte proprio nellarea chiusa. Il Comune insiste e chiede alla Gesip di rispettare la nuova ordinanza: «È gravissimo averla ignorata», attacca il dirigente dellufficio Gabriele Marchese. E intanto il primo cittadino ha convocato per il 9 giugno una conferenza di servizi per sbloccare la situazione. Del resto, nellaria cerchiata in rosso ricade anche il forno crematorio, che pur non essendo stato direttamente coinvolto dalla frana, viene inserito nella zona off-limits. Ma al di là dei problemi tra Ausl, Gesip e Comune, dietro alla chiusura di un quarto del camposanto cè un appalto da 9 milioni di euro. Quello per il consolidamento del costone di Monte Pellegrino, tra lArenella e Vergine Maria, che sovrasta il cimitero. Palazzo delle Aquile, nel luglio del 2006, ha aggiudicato la gara per la messa in sicurezza di questo costone roccioso allimpresa "Geo costruzioni" di Roma. Ma subito la gara è stata bloccata dal ricorso al Tar di una delle ditte escluse. Poi, a dicembre scorso unaltra ombra, ben più grave, si allunga sul mega-appalto: il responsabile unico del procedimento, Antonio Martinico, capo dellufficio Geologia e geotecnica del Comune, viene arrestato. È accusato di concussione e turbativa dasta per aver favorito una ditta svizzera, la Geobrugg. Martinico, pochi giorni fa, è stato rinviato a giudizio. Intanto, dopo la sentenza del Tar che ha chiesto alla commissione di gara di rivalutare tutte le offerte, il nuovo responsabile del procedimento appena nominato, larchitetto Federico Lazzaro, aspetta di prendere visone di tutto lincartamento. Nel frattempo, di intoppo in intoppo, larea resta chiusa. Da anni, lamministrazione comunale risponde che per fronteggiare lemergenza verrà realizzato un nuovo cimitero. Ma la Soprintendenza un anno fa ha bocciato il progetto e ha chiesto al Comune di modificarlo. A breve, il settore Urbanistica lo riproporrà ai Beni culturali. Secondo gli uffici del Comune, se le modifiche verranno approvate, entro fine anno potrebbe arrivare il sì al progetto preliminare. Ma ci vorranno almeno altri quattro anni prima che la nuova struttura sia pronta. E sono fermi da quattro anni allUrbanistica anche i progetti per lampliamento di Rotoli e Cappuccini. Piccoli interventi che darebbero respiro in attesa che sia pronto il nuovo camposanto. Che pur essendo ancora un progetto, però è già in vendita: a febbraio del 2007, a pochi mesi dalle elezioni, il Comune ha aperto una bando per la vendita di lotti di terreno nei quattro cimiteri cittadini, compreso quello di Ciaculli. Le domanda sono state più di 12 mila. I posti disponibili, a oggi, sono appena venti.
la Repubblica
30 Maggio 2008
SICILIA - Poche tombe, molte lobby il business dellemergenza
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