No bipartisan all'eliminazione del contributo da 1,5 milioni Il Pd parla di «indecenza». Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, ipotizza «un grave danno per tutto il territorio». Bruno Ermolli, presidente del comitato nazionale delle celebrazioni pucciniane (nonché sovrintendente della Scala di Milano), si dice pronto a mobilitarsi, per non mandare in fumo il lavoro di quattro anni. È bipartisan la reazione alla notizia arrivata mercoledì in tarda serata: è (quasi) mortale il taglio di 1,5 milioni di euro al festival Puccini, stanziato con la Finanziaria per il 150 anniversario della nascita di Giacomo Puccini, ma cancellato dal decreto che restituisce 100 milioni ai Comuni senza più Ici sulla prima casa. Preoccupa, infatti, il centrosinistra e i suoi amministratori (come Baccelli o l'ex sottosegretario ai Beni culturali, Andrea Marcucci) ma anche il centrodestra e i suoi amministratori, dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini ad Ermolli, entrambi esponenti di FI. Per quanto - assicurano da Viareggio - non sono in discussione né l'inaugurazione del nuovo teatro sul lago il 15 giugno né la messa in scena delle opere, visto che il festival ha già chiuso da tempo i contratti con registi, cantanti, orchestre e così via. Ma sul resto si tirerà la cinghia. A meno che non abbiano successo i ripetuti appelli al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Per Lunardini, che in settimana sarà a Roma, si devono «individuare i percorsi da seguire per porre rimedio ai tagli subiti». Lo spera la Provincia, capofila nell'organizzazione - a livello locale - delle celebrazioni pucciniane. «Il taglio ai fondi del festival - osserva Baccelli - rappresenterebbero un grave danno per tutto il territorio provinciale e sarebbero anche un segnale in controtendenza con quanto, da parte di tutti, si è cercato di fare in occasione di queste celebrazioni: collaborare per valorizzare al meglio l'opera di Giacomo Puccini». Baccelli proporrà al governo l'approvazione di una legge speciale per sostenere le iniziative su Puccini e a questo scopo chiederà un incontro al ministro Bondi, al quale, nel frattempo, ha scritto anche il senatore Andrea Marcucci visto che il taglio «può distruggere - scrive - il lavoro che abbiamo fatto insieme, sottoponendoci ad un'altra figuraccia su scala planetaria». Duro il commento dell'ex vice presidente del Senato, il viareggino Milziade Caprili, che aveva lavorato per far introdurre in Finanziaria il contributo straordinario appena cancellato: «Tagliare questi fondi è di per sé un fatto gravissimo ed il segno di un'insopportabile sottovalutazione del ruolo del Festival e di Puccini». Sulla stessa lunghezza d'onda Gianluca Fulvetti, segretario comunale del Pd: «Il 26 ottobre il consigliere regionale del Pdl Maurizio Dinelli polemizzò con il governo Prodi che in Finanziaria non prevedeva "un euro a disposizione degli organi che dovranno predisporre il programma degli eventi connessi alle celebrazioni". Anche l'assessore Letizia Bandoni si era lamentata, dicendo che non era possibile festeggiare Puccini con appena 500mila euro. Chissà quanto saranno disperati oggi questi esponenti del centrodestra lucchese dopo che il governo Berlusconi ha tagliato un milione e mezzo di euro destinato proprio alle celebrazioni pucciniane. I lucchesi hanno ora modo di rendersi conto quanto il governo tenga conto delle celebrazioni pucciniane. Per Lucca, però, il 150 anniversario della nascita di Puccini è una ricorrenza importante: Puccini è uno dei padri nobili della storia del nostro territorio. Perciò rinnoviamo l'invito al governo a evitare questa indecenza».