Il presidente toscano: "Mi ha rassicurato, ma voglio vederci chiaro" "Confermato che il governo vuole individuare settori in cui ridurre la spesa" In allarme lassessore Cocchi: "Per la Toscana sarebbe un disastro" Bondi, chiamato al telefono da Martini ieri mattina, assicura che no, «i tagli alla cultura in Toscana non ci sono». Meglio sarebbe dire non ci sono ancora, visto che lo stesso presidente della Regione racconta che durante la conversazione il neoministro dei Beni Culturali ha ammesso «il governo sta lavorando per individuare settori su cui ridurre la spesa». Quindi la scure prima o poi calerà ma dove colpirà non è ancora certo. Martini correrà a Roma la prossima settimana, in gioco ci sono il festival pucciniano, il nuovo auditorium e la sopravvivenza della Crusca e lui vuole vederci chiaro. Per ora si attiene alle parole e spera che i tagli siano un bluff. «Il ministro Sandro Bondi mi ha assicurato che la notizia dei tagli ai finanziamenti per la cultura toscana non corrisponde alla realtà», riferisce. «Però mi ha confermato che il governo sta lavorando per individuare settori in cui ridurre la spesa anche se al momento non è stato deciso alcun taglio per le iniziative culturali previste in Toscana. Prendo atto di questa precisazione e spero sinceramente che le cose stiano effettivamente così. Personalmente», aggiunge lasciando da parte le cautele, «ritengo che sulle attività culturali lItalia debba investire di più non di meno. Già oggi non brilliamo per limpegno in questo settore e decidere di ridurre gli investimenti significherebbe abbassare il livello culturale di questo paese. Confido che le cose stiano come dice il ministro. Perché se così non fosse e se queste fossero le avvisaglie della legge speciale su Firenze di cui tanto si parla, soprattutto nel centrodestra, allora ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli». Che non tiri aria buona per la Toscana lo conferma da oltreoceano anche lassessore regionale alla Cultura Paolo Cocchi, a New York per la presentazione del Festival dei Popoli: «Se i tagli annunciati fossero confermati», dice, «per la Toscana sarebbe un disastro e il nostro ambizioso piano per la cultura sarebbe decapitato». Dà per certissimi i tagli Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil beni culturali, che estende lallarme anche al fondo per la tutela del paesaggio: «Bondi dice di voler proteggere lambiente ma non si può fare a meno di notare una contraddizione forte tra quanto afferma e quanto il suo collega Tremonti fa tagliando i 45 milioni di euro (15 per anno) destinati alla demolizione degli ecomostri», osserva. «Al momento dellapprovazione della norma finanziaria e del codice tutti parlarono di "svolta storica" perché tutte le forze politiche si trovarono daccordo per mettere in piedi un sistema per scongiurare il pericolo di nuove villettopoli». La Uil lancia un appello a Bondi «per richiamare in sede di conversione del decreto in Parlamento lo spirito bipartisan e far cancellare la norma del taglio dei fondi restituendo i 45 milioni per il triennio». Allo stesso tempo, secondo Cerasoli, Bondi dovrebbe istituire lapposita struttura tecnica al ministero incaricata di assistere i comuni e di intervenire quando necessario direttamente, per la demolizione degli ecomostri. E i tagli per la Toscana non finiscono qui. «Per recuperare i soldi per lIci Tremonti ha tagliato 60 milioni di fondi alle isole minori», denuncia lAncim, lassociazione nazionale dei Comuni delle isole minori riunita allElba per la prima conferenza europea. «Il fondo triennale istituito nellultima Finanziaria è stato cancellato per fare cassa», dice la presidente Catalina Schezzini.