Duecentocinquanta persone. Gli «happy few». Quelli che potranno entrare al Cenacolo e ad assistere alla performance di Peter Greenaway sullUltima Cena di Leonardo. Signori si cambia. Niente animazioni, via il sangue che cola dalle coppe sul tavolo, suono solo in cuffie, faretti ridotti. Il regista inglese sta già lavorando al nuovo progetto. «Avrà una atmosfera di spiritualità e religiosità attacca il curatore Franco Laera che sarebbe stata ridicola a Palazzo Reale». Nessuna censura assicurano i presenti. «Perché il progetto di Greenaway è come una medaglia con due facce - spiega Laera -. Loggetto è sempre Leonardo, ma lambiente di Santa Maria delle Grazie è molto differente da Palazzo Reale». Dunque, si farà. Manca ancora la data. Potrebbe essere il 23 o il 3o giugno. «Ci, saranno lo rappresentazioni, una ogni 25 minuti» spiega Manlio Armellini, patron del Salone del Mobile. Vittorio Sgarbi, esulta, polemizza, propone: «Chiederò a Bondche lilluminazione di Greenaway diventi permanente, accanto a quella tradizionale». è il momento del calumet della pace con il direttore generale dei Beni culturali, Gino Famiglietti «Potrebbe essere una buona idea perché lilluminazione del regista mette in risalto dei particolari poco visibili». Il resto sono polemiche sgarbiane:«Milano, città provinciale» .