"Bisogna applaudire a tutto ciò che combatte la pigrizia del pubblico scaligero" «Bravo Lissner. Aprire ai giovani è il modo giusto per scuotere la polvere delle abitudini secolari della Scala». Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore generale della Repubblica e attualmente presidente del Conservatorio, da anni è un assiduo frequentatore della Scala. Dottor Borrelli, perché condivide questa decisione? «Tutto ciò che è in grado di combattere la pigrizia del pubblico scaligero lo condiviso. Lidea che quattro giorni prima dellinaugurazione molti giovani possano assistere allopera inaugurale la trovo straordinaria». Un modo per esorcizzare il pubblico mondano della serata di SantAmbrogio? «Il pubblico degli abbonati della Scala in verità è un po codino». Cioè? «Capace, come è capitato solo pochi giorni fa alla prima del "Prigioniero" di Dallapiccola di andarsene dopo lintervallo per non assistere al bellissimo "Castello del duca Barbablù" di Bartok. A mio modesto parere due piccoli capolavori. Sono gli stessi abbonati che si lamentano se il teatro non apre la stagione con unopera di Verdi ma viene scelto un titolo straniero». Questanno però aprirà il Don Carlo di Verdi. «È unopera splendida. E sono felice che per dirigerla torni alla Scala un direttore ancor giovane e di talento come il nostro Daniele Gatti». La scelta di Lissner è un ritorno alla politica culturale iniziata da Paolo Grassi negli anni Settanta? «In quegli anni non frequentavo ancora la Scala, ma trovo che avvicinare i giovani alla musica sia il modo migliore per assicurare un nuovo pubblico agli spettacoli anche per i prossimi anni. Come linsegnamento della musica fin dalla scuola elementare». Che cosa servirebbe in Italia? «Proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con lassessore provinciale alla Scuola Sandro Barzaghi che ci ha chiesto di collaborare per diffondere la cultura musicale nelle scuole medie medie. È questa la strada che si deve seguire». Lanteprima scaligera riservata ai giovani non rischia di trasformarsi in una sorta di anti-Prima? Il maestro Riccardo Muti invitata tutti a considerare il Piermarini come un tempio. «È giusto che la Scala sia considerata un tempio della musica. Perché questo teatro a torto o a ragione è il tempio per eccellenza musicale a livello mondiale. È anche grazie alla fama della Scala nel mondo che arrivano in Conservatorio così tanti allievi di canto dallestremo oriente. Giovani che sono attratti da Milano, ma soprattutto dalla fama della Scala. Ma...». Ma? «Il pubblico scaligero va anche stuzzicato e possibilmente rinnovato con iniziative come queste. Un motivo in più per essere grati a un sovrintendente come Lissner, che già meriterebbe lapprezzamento dei milanesi solo per aver accettato di restare alla Scala resistendo alle offerte che gli avevano fatto allestero. In questi anni è riuscito a migliorare i conti, aumentare le recite e raggiungere risultati di bilancio che forse non hanno uguali, almeno in Europa».