Che l'amministrazione comunale fosse pronta a dirottare fondi per le attività dei suoi musei a Marco Goldin per l'organizzazione della mostra con le opere del Louvre in Gran Guardia, lo ha confermato ieri il sindaco Flavio Tosi. Ma c'è di più. Perché Palazzo Barbieri ha già, in concreto, provveduto a batter cassa. Un indizio lo dava già un passaggio di un comunicato stampa dei sindacati di base (RdB) del Comune, un paio di giorni fa. «In questi mesi i lavoratori e i sindacati hanno denunciato come tale frettolosa operazione avesse comportato la messa in discussione dell'ordinaria attività culturale garantita dai servizi Comunali. E' stata messa in discussione l'esistenza ad esempio la stessa Galleria d'arte moderna. Sono stati dimezzati i budget di molti Cdr per dirottare le risorse sulla mostra Goldin». E' toccato in particolare, e non poteva che essere così, alle due istituzioni che impegnano le maggiori risorse del budget della cultura, la Galleria d'Arte Moderna a Palazzo Forti e il Museo di Castelvecchio. In entrambi i casi, è stato chiesto ai rispettivi dirigenti - ovvero Giorgio Cortenova e Paola Marini - di mettere a disposizione i fondi per l'organizzazione di mostre e iniziative, sia per quest'anno, che per il prossimo. In totale, secondo quanto risulta al Corriere di Verona si tratterebbe di più di un milione di euro. Nel caso di Castelvecchio, la Marini, pur a malincuore, avrebbe acconsentito a dare delega alla giunta per l'utilizzo di quei fondi, circa 4oomila euro. A Palazzo Forti, Cortenova avrebbe detto sì, a denti stretti, solo alla prima richiesta, ovvero ai fondi per l'anno in corso (35omila euro). Alla richiesta successiva, di mettere a disposizione preventivamente anche le risorse per il 2OOQ (sempre di importo pari a 350 mila euro), avrebbe opposto un rifiuto. I rapporti, già molto tesi con l'amministrazione comunale, si sono così rotti del tutto. In assenza della firma di Cortenova, la gestione fondi di Palazzo Forti è stati avocata dall'amministrazione con una decisione di giunta. Sarebbe questa una delle ragioni che potrebbe aver portato il direttore della Galleria d'Arte Moderna alle dimissioni. Oltre al milione abbondante di euro preso dai suoi musei, sarebbero stati messi a disposizione di Goldin anche i denari che la Fondazione Cariverona stanzia ogni anno al Comune di Verona per le sue attività culturali, pari a circa due milioni di euro. Se la mostra del Louvre, saltata nei giorni scorsi per non meglio precisati «problemi organizzativi», si fosse effettivamente tenuta, avrebbe attirato su di sé la stragrande maggioranza delle risorse per iniziative culturali in città. E gli incassi dei biglietti (le previsioni erano di a circa 400mila visitatori) se li sarebbe tenuti Linea D'Ombra, la società di Goldin.
VERONA - La Marini, il no di Cortenova e oltre un milione di contributi spostati
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha confermato che l'amministrazione comunale è pronta a dirottare fondi per le attività dei musei a Marco Goldin per l'organizzazione della mostra con le opere del Louvre in Gran Guardia. I fondi, pari a oltre un milione di euro, sono stati già messi a disposizione da Palazzo Barbieri. I lavoratori e i sindacati hanno denunciato la frettolosa operazione, che ha messo in discussione l'ordinaria attività culturale garantita dai servizi Comunali. La Galleria d'Arte Moderna e il Museo di Castelvecchio hanno dovuto dimezzare i budget per dirottare le risorse sulla mostra.
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