Dai suoni e luci di Peter Greenaway alla lectìo magistralis di Vittorio Sgarbi. Arriva il via libera per il regista inglese sul Cenacolo, ma con un profondo cambiamento: meno animazioni, e più illuminazione. In più la lezione sgarbiana. Alla fine è prevalsa la mediazione. Dopo scontri, polemiche, dinieghi e lanci di accuse, Peter Greenaway avrà la possibilità di illuminare l'originale del Cenacolo a Santa Maria delle Grazie. Ma con dei cambiamenti e dei tagli rispetto allo spettacolo di luce e suoni sul clone a Palazzo Reale. La filosofia della mediazione è sintetizzabile in una battuta: valorizzazione e non strumentalizzazione di Leonardo. Che significa? Che lo spettacolo di Greenaway subirà delle modifiche. Piuttosto che animare l'affresco servirà a illuminare l'opera. Quindi, verranno fatti dei tagli. E l'interpretazione del lavoro dell'artista inglese sull'opera di Leonardo sarà affidata a Vittorio Sgarbi. «Domani (oggi per chi legge, ndf) vedrò Sandro Bondi a Milano - ha detto l'ex assessore alla Cultura - ma il ministro mi ha già anticipato che la sua volontà è che la proiezione si faccia. La battaglia è vinta: e io sarò il garante della reale interpretazione di Greenaway sull'opera di Leonardo diventando il presentatore dello show quando sarà portato al Cenacolo vinciano». In realtà, è stata trovata una formula di mediazione. Intanto, il ministero dei Beni culturali ha riconosciuto che il comportamento del direttore regionale, Gino Famiglietti è stato «perfetto» dal punto di vista delle procedure. Ed è stato affidato allo stesso sovrintendente il compito di trovare una soluzione che accontenti tutti senza venir meno alle direttive emesse nei giorni scorsi. Da qui, l'idea di trasformare lo show in una lectio sul Cenacolo che utilizzi la sapienza di Greenaway ma che abbia sempre come fondamento l'Ultima Cena. Una delle motivazioni che avevano portato allo stop dello show era stato proprio l'utilizzo strumentale dell'opera di Leonardo: «In primo luogo - scriveva il Consiglio superiore - l'inopportunità di considerare ambienti e opere d'arte storiche come l'occasione per eventi performarivi ed effimeri caratterizzati come "valorizzazione", il che comporta il rischio di sminuirne l'altissimo significato di testimonianza storica, come è il caso del Cenacolo Vinciano». Ritornando Leonardo in primo piano, il veto è caduto. Resta ancora da sciogliere il rebus della data.