«Si, una legge speciale per Firenze è una priorità. Penso che sia uno strumento importante per affrontare i problemi della città nella loro interezza e complessità. Non soltanto i problemi culturali, ma tutti gli latri che riguardano il futuro di Firenze, dai collegamenti ferroviari all'aeroporto, a tutto ciò che tocca lo sviluppo di una città importante, di una capitale come Firenze». Sandro Bondi rilancia la proposta di una legge speciale per Firenze, già cavallo di battaglia della campagna elettorale di Forza Italia. Lo fa durante la sua prima visita da ministro dei Beni culturali a Firenze, dopo essere intervenuto ieri a Palazzo Vecchio al convegno dedicato ai tre nomi dell'impegno cattolico fiorentino «La Pira, don Milani, padre Balducci. Il Laboratorio Firenze nelle scelte pubbliche dei cattolici dal fascismo a fine Novecento», organizzato dalla Fondazione Magna Carta. No comment su tutte le questioni aperte in città, su tramvia e loggia Isozaki all'uscita dei Nuovi Uffizi, o sulla mancanza di fondi per l'Opificio delle Pietre Dure, temi e problemi rimandati ad un prossimo summit in via del Collegio Romano con il sindaco Leonardo Domenici. Che Bondi ha incontrato dopo il suo intervento al simposio. Circa mezz'ora di colloquio a porte chiuse nella stanza del sindaco: «Un incontro cortese, cordiale e anche amichevole ha detto il ministro Ci siamo dati appuntamento a Roma, prossimamente, per affrontare tutti i problemi che riguardano i beni culturali e la cultura a Firenze. Il sindaco ha gentilmente promesso di mandarmi un appunto per sottopormi le questioni aperte che toccano la città. Così avrò tempo, prima di incontrarlo, di esaminare e di dare magari le prime riposte, un primo orientamento». Anche Domenici ha commentato positivamente il colloquio: «C'è un forte spirito di collaborazione, per fare delle cose importanti per la città. Ci rivedremo a Roma, per approfondire i temi e progettare anche una serie di eventi significativi a livello internazionale». Più scettico invece il parere del sindaco sulla legge speciale. «Può essere uno strumento molto importante ha dichiarato ma prima va scritta, ne vanno definiti gli articoli, i commi e le coperture finanziarie. Insomma serve saper cosa c'è scritto dentro e sapere quante sono le risorse finanziarie». Il ministro Bondi ha chiuso la sua visita di contatti fiorentini, compresi tutti i dirigenti locali di Forza Italia, soffermandosi nel Salone dei Cinquecento per farsi indicare la parete affrescata su cui a novembre dovrebbero iniziare le indagini per la caccia all'affresco perduto di Leonardo da Vinci della "Battaglia di Anghiari" e con un blitz da turista frettoloso agli Uffizi, a San Pier Scheraggio, dove sono in mostra alcune tavole del polittico di Ognissanti di Giovanni da Milano appena restaurate. Senza incontrare nessuno dei funzionari e soprintendenti fiorentini.