Il sindaco chiede un parere ai tecnici sulla legittimità delle procedure Bocciati i limiti proposti dal Pd all'operazione da 200 appartamenti. Il Pdl vuole più verde, più case e pure negozi di media distribuzione LUCCA. Il primo passo è capire se ha ragione Alessandro Tambellini, il consigliere comunale del Partito democratico. Se è vero che il commissario prefettizio Francesco Locciolo l'anno scorso non aveva il potere di dare il via alla procedura per costruire un nuovo quartiere a S. Anna: 132mila metri cubi di volume in quasi 7 ettari. E se il Comune può revocare gli atti (delibere approvate dal commissario con il potere del consiglio comunale) che sdoganano un quartiere da 200 appartamenti, decine di negozi, multisala cinematografica, albergo e centro commerciale lungo viale Einaudi. Il sindaco ha già dato mandato all'ufficio urbanistica di fare (rapidamente) la verifica. E anche di rivolgersi a un esperto esterno alla pubblica amministrazione, in caso di necessità. Se così non fosse, se non si potessero revocare le delibere del commissario prefettizio, tutti i partiti sarebbero pronti a far cambiare il piano presentato dal gruppo Valore, socio privato del Comune nella spa dei parcheggi. Ciascuno con una propria soluzione. Ma a prevalere - stando almeno alle decisioni di ieri della commissione urbanistica - non sarà certo quella dell'opposizione: è stato bocciato l'emendamento alla variante al regolamento urbanistico che propone il limite di 14,5 metri di altezza massima per tutti gli interventi immobiliari più importanti, compreso quello di viale Einaudi, e che propone un indice di fabbricazione tra 1,5 e 2,8 metri cubi a metro quadro a seconda che nel lotto siano presenti edifici da recuperare o che l'area sia da edificare di sana pianta. Secondo la maggioranza, regole così generiche non sono applicabili a pioggia a tutte le grandi operazioni immobiliari regolate dai piani norma. Per questo Pdl e Udc presentano una mozione che prevede più case a S. Anna (comprese quelle di edilizia convenzionata) e più negozi, anche di media distribuzione (fino a 1.499 metri quadri) «per trasferimento di licenze» da altre zone della città. Il dibattito, dunque, è ancora aperto. E probabilmente arriverà in consiglio comunale - annuncia Marco Modena, presidente della commissione urbanistica - con una seduta straordinaria proprio sul piano di viale Einaudi. IL SINDACO. In commissione urbanistica, Mauro Favilla conferma che la prima mossa da fare è verificare l'illegittimità (sostenuta da Tambellini) delle delibere del commissario che hanno dato il via all'operazione. «Ho già chiesto all'ufficio di fornire un parere al riguardo e, se necessario, ho dato l'autorizzazione a ricorrere a un esperto esterno. Nel caso in cui emergesse un problema legale, insomma se Tambellini avesse ragione, discuteremo in consiglio comunale come risolvere la questione». Se, invece, la procedura seguita fino ad oggi verrà riconosciuta legittima, allora - prosegue Favilla - «il piano di viale Einaudi tornerà in commissione urbanistica dove verranno discusse le proposte di modifica del progetto». PDL-UDC La mozione presentata a quattro mani dalla maggioranza (esclusa l'area di centro) prevede che gli edifici siano alti al massimo 18 metri; che venga cancellato il distributore di carburante previsto nel progetto originario, che l'area a verde occupi il 50 del lotto, creando un parco ininterrotto da circa 3 ettari, che il 40 della volumetria consentita sia residenziale (con un 10 destinato ad edilizia convenzionata). In linea di massima, questa proposta ricalca quella già presentata dall'area di centro della maggioranza (Governare Lucca, lista Brancoli, Luca Lucchesi, Giorgio Mura). Anche per le volumetrie commerciali la mozione propone di realizzare negozi di vicinato fino a 250 metri quadri, «nella misura massima del 25 dell'edificato, in numero non superiore a 5 e comunque non collegati da gallerie o corridoi per non creare centri commerciali». Tuttavia, riguardo al commercio (e in questo la mozione del Pdl si differenzia da quella di centro) «non va trascurata - si legge nella mozione - la possibilità che l'amministrazione comunale, con opportuno e separato provvedimento, permetta di inserire, tramite variante di piano e a scomputo dei negozi di vicinato, una o più attività di media distribuzione da acquisire per trasferimento». Per la viabilità, la mozione, propone di realizzare (non a scomputo degli oneri di urbanizzazione) una soluzione che non appesantisca la Sarzanese, con riqualificazione di via del Bozzo «con marciapiede e allargamento della carreggiata». CENTROSINISTRA Non usa mezzi termini in centrosinistra: il no all'emendamento che fissa limiti per tutte le grandi operazioni immobiliari «è la dimostrazione che la maggioranza non è contro la cementificazione». Per Antonio Sichi, capogruppo di Rc, la bocciatura era annunciata, dagli innumerevoli rinvii della discussione di questo argomento. Celestino Marchini, del Pd-Ulivo va anche oltre: assicura che «verrà meno, e non solo in commissione urbanistica, l'atteggiamento di collaborazione tenuto finora dal centrosinistra. Anche perché non è vero che i limiti proposti per le grandi operazioni non stessero in piedi da un punto di vista tecnico. Il dirigente dell'urbanistica mi ha confermato che erano corretti. Questo è stato solo il pretesto per non votare la proposta». LUCCHESI Infine, Luca Lucchesi ribadisce la necessità di adottare limiti diversi per ogni singola operazione anche per non perdere «la specificità del territorio».