A Capalbio respinta la richiesta di spostamento di un fabbricato Il Tribunale amministrativo regionale di Firenze si esprime ancora una volta a favore del Comune di Capalbio, in merito al ricorso presentato da un'azienda agricola, il cui titolare chiedeva che fosse accolto il progetto di spostare un fabbricato dopo il parere sfavorevole dal Comune. L'azienda agricola in questione aveva presentato all'ufficio tecnico la richiesta di diversa ubicazione del fabbricato, per il quale era già stato ottenuto il permesso di costruzione sul terreno dell'azienda, ma l'ufficio comunale aveva rigettato tale richiesta in quanto in contrasto con le norme del piano strutturale attualmente vigente, che individua la zona di pertinenza come ad alto pregio paesaggistico ambientale. Al rifiuto del Comune di concedere la variante al permesso di costruire, i rappresentati legali dell'azienda hanno impugnato il provvedimento, lamentando in modo particolare la violazione della legge sotto molteplici profili, l'eccesso di potere, difetto di istruttoria, il travisamento di fatti, manifesta irragionevolezza, aggiungendo in seguito ulteriori motivazioni, "motivi aggiunti". Dopo alcuni mesi di battaglia in tribunale il Tar ha determinato che il ricorso principale è inammissibile e non risulta notificato alla Provincia, la quale doveva essere parte del giudizio, essendo interessata al rispetto dell'ubicazione, la quale rientra nell' area dove vige il programma di miglioramento agricolo ambientale, approvato dall'amministrazione provinciale. Il provvedimento del Comune poi è stato giudicato adeguatamente motivato in quanto l'area è appunto sottoposta a numerosi vincoli. «Quanto ai motivi aggiunti, invece - si legge nella sentenza - deve ritenersi che il Comune abbia legittimamente provveduto, sospendendo la procedura, alla luce dei rilievi del supremo consesso amministrativo». Insomma il Tar ha dato completamente ragione al Comune di Capalbio, respingendo il ricorso e i motivi aggiunti quindi, se l'azienda agricola vorrà costruire il proprio fabbricato, dovrà farlo erigere sull'area precedentemente individuata. Non solo. L'azienda sarà anche costretta a pagare 3000 euro di spese legali. «Siamo molto soddisfatti della sentenza - dice il sindaco Biagi - Ancora una volta il tribunale ci ha dato ragione in merito al nostro operato e alla nostra ferma volontà di proteggere il patrimonio ambientale del nostro comune. Siamo felici non solo del fatto che il ricorso sia stato respinto, ma anche che la parte ricorrente sia stata condannata a pagare le spese legali».