Lo stadio San Paolo come un «campo di prigionia». La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici interviene per la prima volta nella querelle tra i residenti di Fuorigrotta e il Comune di Napoli, in lotta per le vibrazioni, contro le orde di tifosi che la domenica vandalizzano il quartiere, i parcheggi selvaggi e per leliminazione del "terzo anello" dello stadio realizzato in occasione dei mondiali. «Le recinzioni metalliche tutte intorno allo stadio per orientare i flussi dei tifosi - scrive al sindaco di Napoli il nuovo soprintendente Stefano Gizzi, il 16 maggio - hanno laspetto di vere e proprie barriere, che riportano tristemente alla memoria i campi di prigionia ed hanno aumentato considerevolmente il divario tra la struttura architettonica originaria e il divario in cui era inserita». Gizzi è chiaro. Il soprintendente condivide con "Fuorigrotta vivibile" (comitato promotore della richiesta di smantellare il terzo anello in acciaio del San Paolo) lopportunità «che le autorità preposte prendano in seria considerazione liniziativa per eliminare tale sconcio, ripristinando lopera architettonica così comera». Una piccola, ma importante battaglia vinta dal comitato "Fuorigrotta vivibile". Un altro gruppo di cittadini, residenti in via Francesco Galeota 23, scrive al Comune e ai vigili del fuoco per chiedere «interventi immediati per le orde di tifosi, che durante la settimana per acquistare i biglietti presso la sede della "Azzuro Service", parcheggiano in tripla fila, camminano contromano con auto e moto, lasciano le moto davanti ai portoni dei palazzi». Intanto il capogruppo di Forza Italia in Comune, Raffaele Ambrosino, diffida lassessore alle Politiche per lo sport, Alfredo Ponticelli, per «la prevendita dei biglietti da parte della "Friends Partners" per il concerto di Pino Daniele previsto per l8 luglio al San Paolo». Lo stadio è già tutto esaurito, ma Ambrosino ribadisce: «Il concerto non ha nessuna autorizzazione del Comune, dellAsl o della prefettura. E purtroppo non solo lo stadio non può ospitare concerti, per le vibrazioni che scatena, ma in tutta Napoli non esiste una struttura adeguata per i grandi eventi». (cri. z.)