Provocazione sull'idea di realizzare il progetto di Giò Pomodoro Il 24 maggio a Villa Martini a Monsummano, alla presenza di dieci persone (compreso il sottoscritto), il dirigente beni culturali della Regione, l'assessore alla cultura della Provincia, l'assessore alla cultura di Monsummano, l'autrice del libro e l'esperto venuto da Como (10 a 5, ben due persone per ogni relatore) hanno presentato il libro «Le cave di Monsummano, l'ultima utopia di Giò Pomodoro». Nel corso dell'animato e partecipato incontro è stato confermato da tutti i relatori l'assunto (indimostrabile, ma assolutamente non discutibile) che il recupero delle cave non possa essere lasciato all'intervento del privato (che ne farebbe guadagno), ma debba essere riservato al pubblico che vi spenderà senza scopo di lucro e più vi spenderà, più sarà provata la bontà dell'intervento. Basta ricordare che venti anni fa, nella sola Toscana, furono censite centianaia di cave in disuso e che in venti anni non risulterebbe completato il recupero di alcunchè; così le generazioni (5 per Monsummano) possono fare l'abitudine al brutto ed in seguito accettare qualsiasi cosa venga piazzata all'interno delle cave. Nel corso della dotta presentazione si è riaffermata la validità e la necessità di un'arte pubblica, e perchè non vi siano fraintendimenti, è stato specificato che trattasi di arte finanziata con denaro pubblico (sorrisi dei relatori e grande commozione). Vista la partecipazione popolare, voglio contribuire a pubblicizzare la lodevole iniziativa, informando i cittadini di Monsummano e dintorni che prossimamente un gruzzolo di milioni di euro (cifre date dalle autorità presenti) sarà spartito tra pochi eletti (è stata anche sottolineata l'elitarietà dell'arte) per riempire una cava. Considerato che il meccanismo mentale che è alla base dell'intervento è lo stesso che spinge tante persone a disporre nei propri giardini figurine in gesso (in ambedue i casi si cerca di abbellire e migliorare i luoghi), lancio una sottoscrizione per acquistare Biancaneve e i sette nani e disporli immediatamente sui luoghi. Ciò consentirà di ottenere lo stesso risultato con un risparmio notevole di denaro pubblico e l'Utopia di Giò Pomodoro potrà continuare a restare tale.