"Il nuovo ponte della Scafa progettato dal Comune di Roma (passata gestione) ed in attesa di Via, se realizzato, costituira' una ferita irreversibile e gravissima al paesaggio della foce del Tevere con danni gravi all'area protetta della Riserva del Litorale e ai beni archeologici. Dal legittimo progetto originario che prevedeva l'allargamento dell'attuale ponte (alto 7 metri), per una spesa di circa cinque milioni di euro (e tempi di realizzazione intorno ad un anno), si e' passati ad un inaccettabile viadotto in cemento acciaio spostato di 300 metri a valle, alto circa 20 metri, che costera' oltre 40 milioni. Per l'opera spropositata e' stata chiamato il progettista del Ponte dello Stretto di Messina. I rischi di incremento dei tempi di lavorazione e di lievitazione dei costi sono altissimi". Cosi' in una nota Italia Nostra, spiegando che "e' stato chiesto conto al Comune di Roma delle ragioni per cui e' stato scartato il primo progetto pur essendo di minore impatto, come peraltro obbliga a fare la procedura comunitaria relativa la Valutazione di Impatto Ambientale - spiegano i rappresentanti di Italia Nostra - questo incredibile cambiamento di progetto sarebbe stato determinato, secondo i progettisti sostanzialmente da una richiesta pervenuta dalla Soprintendenza Archeologica di Ostia che ha giudicato non compatibile il vecchio progetto col sedime archeologico. In sostanza, superato il ponte in direzione Ostia, dopo il ponte la strada si sarebbe allargata di 4-5 metri avrebbe interessato in superficie un lembo dell'area archeologica per circa 100 metri. Questa motivazione appare non sufficiente e non convincente sia perche' attualmente gia' esiste una strada asfaltata che conduce al Tevere, proprio dove si dovrebbe realizzare l'allargamento, ma soprattutto perche' il nuovo progetto con i suoi nuovi svincoli andrebbe ad interessare una maggiore quantita' di aree di interesse archeologico, come e' ben evidente dall'osservazione delle carte. A tutto cio' si aggiunge l'enorme impatto visivo dell'opera che andrebbe ad obliterare completamente la vista degli scavi e della torre Boacciana, romano medievale, e la distruzione di decine di ettari di aree agricole interne alla Riserva Statale Naturale del Litorale Romano. Siamo assolutamente d'accordo che si realizzi un'opera in grado di risolvere il problema di traffico determinato attualmente dalle limitate dimensioni del ponte che provocano un effetto 'imbuto', anche se poi rimarrebbe il problema delle file generate dai due semafori di via della Scafa che spetta al comune di Fiumicino risolvere. Diciamo no allo spreco e alle opere inutili e si alle opere utili e a basso impatto economico ed ambientale. Diciamo si' al ritorno al progetto di allargamento del Ponte attuale perche' meno costoso e realizzabile in tempi molto piu' brevi. Chiediamo dunque - concludono - in primo luogo al sindaco di Roma Alemanno, oltre che al sindaco di Fiumicino e al presidente della Regione Lazio, di ritirare il progetto del viadotto da 40 milioni di euro e di ripresentare il vecchio progetto. Sarebbe un'opera di revisione corretta che farebbe spendere meno soldi ai cittadini, farebbe risparmiare tempo ed arrecherebbe minori danni all'ambiente e al paesaggio". betmccbra