Dalla recente assemblea della sezione camuna di Italia nostra è emerso un quadro preoccupante fatto di abusi edilizi e di scempi È toccato al vice sovrintendente Renato Gentile aprire, con una approfondita relazione sui beni della Valcamonica, la recente assemblea, nel Palazzo della Cultura di Breno, della sezione camuna di Italia nostra presieduta da Anna Maria Baschè. Poi, proprio la Baschè ha presentato un bilancio fatto di numerosi interventi a ogni livello mirati alla tutela di beni storici e paesistici minacciati da diverse forme di degrado. «La nostra associazione è un argine contro la devastazione ambientale - ha ricordato la presidente -, contro l'occupazione sistematica di ogni angolo del territorio, contro le cosidette infrastrutture realizzate senza tener conto della loro compatibilità con il paesaggio e con le emergenze naturali, contro i condoni immorali e la distruzione della nostra memoria storica». Qualche esempio? La presidente è partita dal caso del lago Moro, sul cui territorio «è stato edificato un agriturismo in una zona che il Piano regolatore definisce a protezione accentuata. Italia nostra ha presentato due esposti alla Procura di Brescia per questo grande abuso edilizio, e ciò che ci preoccupa davvero è che i fabbricati, una volta esauriti nella loro funzione agricola, possano essere riconvertiti a uso abitativo, e che altri possano seguire la stessa destinazione». Anche Italia nostra di Valcamonica ha poi espresso grandi perplessità sulla ventilata realizzazione della centralina idroelettrica sul torrente Re a Gianico: «Un corso d'acqua spesso asciutto anche nella parte alta del suo corso», e sul riempimento della Dolina Bassa di Mezzarro di Breno, «nella quale è arrivata una valanga di terriccio di 3-4 metri per costuire uno spiazzo davanti a una stalla ignorando il valore di queste formazioni carsiche». Non solo: Anna Maria Baschè ha espresso timori sul «possibile restauro di un edificio all'interno dell'ex convento dei cappuccini di Breno; uno dei più antichi e importanti luoghi di culto cittadini». Italia nostra ha chiesto al sovrintendente di affermare chiaramente il valore culturale del complesso, e poi ha analizzato la complessa vicenda di casa Cattaneo, «un altro edificio brenese di notevole interesse storico e artistico che rappresenta una spina nel fianco per l'associazione, perchè dopo l'apposizione del vincolo sono stati addirittura costruiti alcuni garage in cemento».L.RAN.
BRENO. Una valle sotto assedio: quadro preoccupante fatto di abusi edilizi e di scempi
L'assemblea della sezione camuna di Italia nostra di Breno ha espresso preoccupazioni sui beni della Valcamonica, a causa di abusi edilizi e scempi. Il vice sovrintendente Renato Gentile ha presentato una relazione sui beni della Valcamonica, mentre la presidente Anna Maria Baschè ha presentato un bilancio di interventi per la tutela di beni storici e paesistici minacciati. L'associazione ha denunciato la devastazione ambientale, l'occupazione del territorio, le infrastrutture incompatibili con il paesaggio e le emergenze naturali, nonché la distruzione della memoria storica.
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