Cambia (per diventare, si spera, più agile) la macchina del ministero per i Beni e le attività culturali: ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo di riforma del dicastero. Sparisce la figura del Segretario generale (Carmelo Rocca è approdato alla Corte dei Conti) e arrivano quattro distinti dipartimenti: Tutela del Bel Paese, Archivi e biblioteche, Spettacolo e sport, Ricerca e innovazione. Rispetto alla prima bozza, che aveva attirato molte critiche, c'è un dipartimento in più, quello legato ai beni librari, la cui scomparsa aveva allarmato molto tutti gli addetti ai lavori. I dipartimenti coordineranno le diverse direzioni generali. Dal primo dipenderanno il Patrimonio storico e artistico, i Beni archeologici, i Beni architettonici e il paesaggio, l'Architettura e l'arte contemporanea, le diverse direzioni regionali per i Beni culturali. Al dipartimento per la Ricerca si collegheranno Affari generali e Innovazione tecnologica ma anche gli istituti di ricerca e restauro, da Sport e spettacolo, ovviamente il Cinema e lo spettacolo dal vivo, infine gli Archivi avranno competenza su tutti i beni librari, gli istituti culturali. Il ministro Giuliano Urbani punta molto sul dipartimento della Ricerca: «Questo è il cuore della riforma, la chiave di volta per modernizzare un'amministrazione di grande tradizione e qualità specialistica che dev'essere sempre più efficiente ed attenta ai bisogni del cittadino». Al Collegio romano, sede del ministero, già si sussurra qualche nome. Giuseppe Proietti, ora direttore generale per l'Archeologia, potrebbe dirigere il Dipartimento per la Ricerca mentre Roberto Cecchi, ora responsabile dell'Architettura e il paesaggio, potrebbe guidare la tutela del Bel Paese. Il ministero ha anche sottoscritto un accordo di programma con la Regione Puglia sui beni culturali. Sono previsti 75 interventi per circa 143 milioni di euro. Dopo l'operazione Fenice è ora in vista quella per la ricostruzione del Petruzzelli di Bari che ha ottenuto un finanziamento di 16,5 milioni di euro. Altri fondi riguardano il recupero del teatro Apollo di Lecce e la ristrutturazione del museo archeologico di Tarante.
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo di riforma del ministero per i Beni e le attività culturali. La figura del Segretario generale è stata abolita e sono stati creati quattro dipartimenti: Tutela del Bel Paese, Archivi e biblioteche, Spettacolo e sport, Ricerca e innovazione. I dipartimenti coordineranno le diverse direzioni generali. Il dipartimento per la Ricerca sarà guidato da Giuseppe Proietti e il dipartimento per la Tutela del Bel Paese da Roberto Cecchi. Il ministero ha anche sottoscritto un accordo di programma con la Regione Puglia sui beni culturali e previsti 75 interventi per circa 143 milioni di euro.
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