NON STIAMO investendo nellarte contemporanea con la stessa convinzione dei nostri predecessori». Il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini invita a fare il confronto tra loggi dove non mancano contestualizzazioni anche impegnative e lo ieri dei grandi artisti e mecenati. Cristina Acidini ha parlato davanti a una platea di oltre 250 insegnanti, dei 38.256 che partecipano al progetto «Il Quotidiano in classe». Una serata speciale, voluta dal presidente dellOsservatorio Giovani-Editori, Andrea Ceccherini «per testimoniare la gratitudine ai docenti, alleati preziosi nelleducazione alla cittadinanza», con lobiettivo di rilanciare lora di educazione civica, che è la Cenerentola della scuola dItalia. Un appuntamento a tutto tondo che ha visto lintervento anche dello psichiatra veneto, Vittorino Andreoli. La Acidini ha parlato di Firenze, della fortuna di Firenze, costruita nei secoli attraverso personaggi cardine come Giotto, Michelangelo e Anna Maria Luisa de Medici. Proprio sulla figura dellElettrice Palatina il punto nodale della relazione. Perché è stato grazie alla sua lungimiranza, che per la prima volta è stato sancito il diritto dellumanità a godere delle opere darte nel luogo dove sono state pensate e realizzate. «Grazie allElettrice Palatina - ha detto Cristina Acidini - Firenze è diventata la città che è. Grazie alla sua intuizione di lasciare le opere darte allo stato. Di ottenere prima della sua morte che il patrimonio dei Medici restasse vincolato alla Toscana. Oggi abbiamo un patrimonio museale tra i più importanti dItalia, con 5 milioni e mezzo di visitatori (1,5milíoni solo per gli Uffizi)». UN PATTO vero e proprio, siglato con i Lorena, che allarticolo 3 dice «La Serenissima Elettrice cede, da e trasferisce al presente a Sua altezza reale per lui e i suoi successori Gran Duchi tutti i mobili, effetti e rarità della successione del Serenissimo Gran Duca suo fratello, come Gallerie, Quadri, Statue, Biblíoteche, Gioie ed altre cose preziose, siccome le Sante reliquie, che Sua altezza reale si impegna a conservare, a condizione espressa che di quello che è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri, non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dello Stato del Gran Ducato». Ornamento dello Stato e attirare la curiosità dei forestieri. I due punti nodali del turismo moderno, e della tutela delle opere darte. GLI INSEGNANTI hanno gradito molto questa carrellata partita dal Trecento, attraverso i più grandi capolavori degli artisti fiorentini, e lelogio allacume di una donna, che ha salvato Firenze dal sacco autorizzato in nome della successione dinastica.
FIRENZE - Imitiamo i grandi mecenati dellarte
Il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, ha parlato davanti a un pubblico di insegnanti di oltre 250 persone, invitandoli a fare il confronto tra i loggi dei grandi artisti e mecenati e quelli di oggi. Ha parlato della fortuna di Firenze, costruita nei secoli attraverso personaggi come Giotto, Michelangelo e Anna Maria Luisa de Medici, e ha sottolineato l'importanza della figura dell'Elettrice Palatina, che ha lasciato le opere d'arte allo stato e ha garantito il diritto dell'umanità a godere delle opere d'arte nel luogo dove sono state pensate e realizzate.
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