Presentata da Fitto la riorganizzazione del settore: a gennaio arriva in consiglio II presidente Fitto presenta il suo disegno di legge per la riforma del settore. In aula a gennaio Regione Puglia, in materia di spettacolo si volta pagina Nascono il Furs e la Film Commission. Riconoscimenti per le realtà di «interesse regionale» BARILa giunta regionale ha approvato un disegno di legge che stabilisce norme organiche in materia di spettacolo: 17 articoli che tracciano una cornice per le attività culturali pugliesi, con l'obiettivo di venire incontro alle mutate esigenze degli operatori del settore nell'ambito del processo di riforma in atto, che annovera lo spettacolo fra le materie di competenza legislativa concorrente delle Regioni. «Vogliamo - ha detto i il presidente della Regione, Raffaele Fitto - che il tema della cultura costituisca uno degli elementi fondamentali di rilancio dello sviluppo della nostra regione». Ma alcune decisioni, contenute nel disegno di legge che ora dovrà passare il vaglio del consiglio regionale, faranno discutere: il sistema creato dalla commissione di esperti che ha lavorato sotto la guida dell'Agis appare cautamente dirigista, volto a programmare gli interventi, a stimolare la partecipazione dei privati, a premiare le eccellenze e a promuovere l'immagine e l'identità della Puglia. Architravi del nuovo sistema, il Furs (Fondo unico regionale per lo spettacolo), l'osservatorio regionale e la tanto attesa Apulia Film Commission. BARI Eccolo, dunque. Il tanto atteso disegno di legge regionale sullo spettacolo, approvato dalla giunta, dovrà ora passare all'esame del consiglio prima di diventare a tutti gli effetti la norma fondamentale della Puglia nel settore. Naturalmente il presidente Fitto si augura che questo avvenga in tempi brevi, alla ripresa di gennaio. I numeri sono dalla sua parte, anche se prevedibilmente l'opposizione darà battaglia, visto che il gruppo consiliare dei Ds ha presentato un suo progetto legislativo, e anche la Cgil sostiene di averne uno pronto. Il disegno presidenziale è agile, di veloce lettura: 17 articoli che disegnano una cornice per le attività culturali pugliesi. Eppure, non mancano le scelte e le decisioni che faranno discutere. La commissione di esperti che l'ha elaborato, sotto la regia dell'Agis (l'associazione di categoria, che raggruppa gli imprenditori del settore cinematografico e teatrale) , ha mirato a creare un sistema cautamente dirigista, volto a programmare gli interventi, stimolare la partecipazione dei privati, premiare le eccellenze, promuovere l'immagine e l'identità della regione. Recependo i nuovi compiti dell'istituzione regionale e degli enti locali in materia di promozione dello spettacolo e delle attività culturali (e abrogando la vecchia legge-quadro pugliese, la 28 del 1990), il disegno fa punto e a capo tracciando una mappa inedita della vita culturale pugliese. Innanzitutto, istituisce il Furs (Fondo unico regionale per lo spettacolo) sul modello del Fus a disposizione del ministero per i Beni e le Attività culturali. Il Furs dovrà essere l'architrave fondamentale del nuovo sistema, lo snodo su cui i contributi statali si articoleranno con quelli regionali, contribuendo a determinare un insieme di risorse tali da offrire un quadro di certezze economiche per la vita degli operatori pugliesi. Ma ci sarà un ulteriore strumento di programmazione, il piano triennale dello spettacolo, che in quanto tale sembra recepire la richiesta più volte formulata dai teatranti e degli organizzatori della vita culturale regionale: basta con i contributi «a babbo morto», mai pari alle promesse e sempre liquidati con colpevoli ritardi. Al loro posto, la possibilità di programmare cartelloni e attività produttive conoscendo in anticipo l'ammontare delle risorse disponibili. Sarà anche istituito un fondo di garanzia per migliorare l'accesso al credito bancario dei soggetti che gestiscono strutture permanenti di spettacolo (leggi: cinema e teatri). Il piano sarà redatto con il concorso dell'osservatorio regionale dello spettacolo, formato da cinque esperti di nomina regionale (tre di essi, però, saranno indicati rispettivamente dall'Anci in rappresentanza dei Comuni, dall'Upi per le province e dall'Agis come associazione di categoria). Ulteriore elemento che dovrebbe relegare fra i ricordi del passato la consuetudine dei contributi a pioggia, elargiti con sovrano capriccio assessorile, è il ricorso allo strumento delle convenzioni, nonché all'organizzazione del panorama culturale regionale in un albo degli operatori e hi una fascia di eccellenza di alcuni enti e istituzioni di «interesse regionale»: la Fondazione Petruzzelli e teatri di Bari (il neonato ente lirico), le fondazioni Tito Sciupa di Lecce (con l'attività lirica di tradizione e l'Ico) e il Cam Paolo Grassi di Martina Franca (ovvero, il Festival dei-la Valle d'Itria); l'Orchestra-Ico della Provincia di Bari; il Teatro Pubblico Pugliese; i teatri stabili Koreja di Lecce e Kismet di Bari; nonché gli organismi di produzione, promozione ed esercizio riconosciuti dal ministero (a cominciare, ha specificato Fitto, dall'appena istituita Ico tarantina dell'Orchestra della Magna Grecia). C'è, last but not least, la Apulia Film Commission, ovvero una fondazione aperta a Province, Comuni e privati con l'incarico di sostenere e promuovere in modo economicamente tangibile l'attività di produzione cinematografica in Puglia, da parte di autori e imprese pugliesi e non. Un tassello importante per la valorizzazione della nuova immagine della regione costruita in questi ultimi anni, a cui proprio il cinema (Piva, Winspeare, Rubini, ma anche i Fluid Video Crew) ha dato un contributo importante. Infine, il disegno di legge organizza anche le competenze di province e comuni in materia culturale, distribuendo ruoli e funzioni (con maggiori compiti formativi per le province e di tutela della memoria e delle tradizioni per i comuni). Con questo nuovo strumento, ha concluso Fitto, affermiamo con forza la volontà della Regione di fare della promozione dello spettacolo un importante fattore di sviluppo del territorio; già nel bilancio di previsione 2004 gli investimenti nel settore sono cresciuti a 2 milioni e mezzo di euro, poco in senso assoluto ma molto rispetto al nulla di qualche anno fa. Ed è solo l'inizio. In più, condurremo una battaglia perché anche la risibile quota del Fus ministeriale destinata alla Puglia cresca. In sostanza, il presidente sembra soddisfatto del lavoro svolto dalla commissione, di cui facevano parte tra gli altri la segretaria regionale dell'Agis Francesca Rossini, il presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi. Franco Punzi del Festival della Valle d'Itria e il giornalista e critico cinematografico Oscar Iarussi. L'articolato disegno stabilisce le regole di funzionamento di un nuovo sistema regionale dello spettacolo. Cosa poi questo sistema dovrà veicolare, produrre, consumare, è ovviamente affidato a ciò che la concreta attività degli operatori sarà capace di inventare e a ciò che i componenti del futuro osservatorio dello spettacolo saranno capaci di suggerire. Ma qualche perplessità c'è, a fronte di un sistema eccessivamente «ingessato» che disegna una costellazione di istituzioni culturali. Va bene promuovere e consolidare le eccellenze; ma non dimentichiamo che la parte più viva, innovativa e carica di futuro della vita culturale di un territorio nasce in forme e modi spesso al di fuori di ogni istituzione e linguaggio codificato. Questo è tanto più vero in musica, ad esempio. Un universo poco e male rappresentato all'interno della commissione che ha preparato il disegno di legge; un universo che si riconosce solo in minima parte nell'Agis, e che non si può pensare di ridurre unicamente alla lirica.
Corriere della Sera
21 Dicembre 2003
PUGLIA:Film commission e albo, ecco la leggi sullo spettacolo
FA
Fabrizio Versienti
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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