ROMA - Dopo aver stoppato il cda, che oggi si sarebbe riunito per confermare il direttore della Mostra del Cinema, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani chiarisce che entro 1' Epifania nominerà il nuovo cda della Biennale e che dopo il varo del decreto di riforma, previsto per martedì nel consiglio dei ministri, comunicherà i nomi del "miglior presidente e del miglior rappresentante ministeriale", una frase che sembra lasciare poche chanche alla riconferma di Franco Bernabè. Urbani non parla di nomina ma di ricostruzione del nuovo cda, facendo intravedere un cambio al vertice che sarà una rivoluzione e non una semplice riconferma. "Ricostruire il Cda - afferma il ministro - è un mio diritto-dovere in modo tale che sia il più efficace ed efficiente possibile perché questa Biennale possa dare il meglio di sé in tutti i settori, Archivio Storico compreso". Diritto-dovere di ricostruire un nuovo cda e anche di scegliere "i migliori" da comunicare poi, ha aggiunto il ministro, "seguendo le vie ufficiali a cominciare dal Parlamento com'è mio dovere". E se ringrazia Bernabè "per il grande senso di responsabilità e l'ottimo senso del servizio nell'interesse degli italiani", Urbani annuncia che non incontrerà Moritz De Hadeln, il direttore della Mostra del Cinema che, invece di vedere la propria riconferma, la prossima settimana potrebbe dover salutare definitivamente la Laguna. Urbani, che non lo considera un interlocutore (la nomina dei direttori delle sezioni è compito del presidente) non sembra aver gradito la scarsa internazionalizzazione della Mostra, con conseguente passerella di star in Laguna e quindi nuove sponsorizzazioni. Non la pensa così Bernabè, che al direttore straniero aveva legato il suo progetto di rilancio del festival cinematografico, presentato il 5 dicembre al ministro. E se l'attuale presidente dell'ente aspetta di conoscere il suo destino con un atteggiamento definito dai suoi collaboratori "sereno" per essere riuscito nell'obiettivo, chiestogli proprio da Urbani, di traghettare la Biennale verso la riforma e di ripianare il deficit, non cessa la polemica, non solo politica. Il diessino Giuseppe Giulietti si augura che "Bernabè e il cda rifiutino ogni atto di intimidazione e procedano immediatamente alla nomina del direttore generale della Mostra del Cinema" mentre la presidente del consiglio comunale di Venezia Mara Rumiz rivendica l'operatività dell'attuale cda "altrimenti verrebbe meno ai propri doveri istituzionali". L'indipendenza dell'ente lagunare è fondamentale per il regista e presidente di Rai Cinema Giuliano Montaldo, il cui nome è stato fatto in questi giorni come possibile successore di De Halden. "Non sono candidato ad alcunché" replica secco il regista di Sacco e Vanzetti, dispiaciuto perché "intorno alla nostra manifestazione più importante, più amata, ci sia un balletto che ne rende difficile la gestione".