IL CASO. Il giorno dopo la bocciatura da parte del museo francese, l'amministrazione riparte da Palazzo Forti Ma prima vanno eseguiti i lavori alla Gran Guardia Goldin incontra Tosi per discutere del suo futuro Palazzo della Ragione? L'idea è coprirlo con un tetto in vetro e acciaio ouverture delle grandi mostre di Marco Goldin a Verona annunciate dall'amministrazione comunale registra una stecca, visto che i capolavori del Louvre in Gran Guardia non saranno esposti come previsto dal 19 settembre al 15 febbraio. Ma da Palazzo Barbieri giunge una rassicurazione: «A fine giugno inaugureremo una mostra dello scultore Roberto Barni a Palazzo Forti, in luglio una su Gerolamo dai libri a Castelvecchio, in settembre una al museo del Teatro Romano e una a quello di Storia naturale, poi ce ne sarà un'altra di foto agli Scavi Scaligeri. Insomma, la cultura a Verona procede», dice l'assessore comunale alla cultura e al turismo, Erminia Perbellini. Ma assessore, il Louvre non concede i 140 quadri promessi per la rassegna, per visitare la quale c'erano già 40mila prenotazioni. E Linea d'Ombra, la società di Goldin, ha detto che il tempo a disposizione era troppo breve per organizzarla, tenendo conto dei lavori in Gran Guardia per mettere a norma l'edificio e dell'insieme delle condizioni tecniche, amministrative e giuridiche per garantire l'arrivo, la sicurezza e la conservazione dei quadri. Addebitando, implicitamente, i ritardi al Comune. Qual è stato l'anello debole: il Comune, il Louvre o Goldin? «La copertura finanziaria c'è e noi siamo in grado di partire con i lavori in Gran Guardia, che a questo punto slitteranno di qualche settimana permettendo così ad alcuni congressi si svolgersi», dice l'assessore. «Ribadiamo la nostra intenzione di organizzare grandi mostre, capaci di attrarre visitatori e turisti da settembre a febbraio, il periodo morto». La dirigenza del Louvre di Parigi, a cui abbiamo chiesto il perché dello stop, non rilascia commenti. Intanto, Goldin la cui società ha speso 360mila euro per la mostra del Louvre, cui dovevano seguirne tre nei prossimi anni martedì incontrerà il sindaco Flavio Tosi per capire il futuro del suo rapporto con il Comune. In attesa che lo stesso Tosi incontri, come ha annunciato, il direttore del Louvre, Henry Loyrette, che gli ha già dichiarato di non voler interrompere il rapporto con Verona. Intanto, le commissione affari legali e quella per la cultura e turismo hanno licenziato la modifiche del regolamento comunale per dare la possibilità al Comune di finanziare in parte grandi eventi organizzati da privati. In extremis è stato inserito un emendamento, presentato dal consigliere di Forza Italia Stefano Casali, in base al quale l'amministrazione si può riservare anche una parte degli utili prodotti da queste iniziative. L'assessore Perbellini, con il sindaco Tosi, ribadisce dunque che la Gran Guardia è destinata anche a grandi mostre. In effetti, l'anno scorso quella su Andrea Mantegna (articolata anche fra Padova e Mantova) ebbe a Verona 150mila presenze. Oltre 70mila visitatori invece alla mostra di quadri «Il settimo splendore», sempre l'anno scorso, al Palazzo della Ragione, fresco di ristrutturazione. Il Comune l'aveva scartato per la mostra di Goldin, giudicandolo inadeguato, ma ha in mente un adattamento, per renderlo più appetibile: «Stiamo valutando l'ipotesi di una copertura con una struttura in vetro e acciaio il cortile Mercato Vecchio, in modo che sia possibile far entrare anche migliaia di persone dalla scala della Ragione e farle restare all'esterno al coperto, se ci fossero delle code per le grandi mostre», spiega il sindaco Tosi. «Ma dovremo parlarne prima con la Sovrintendenza».
VERONA - Faremo grandi mostre anche senza il Louvre
Il museo francese ha bocciato la richiesta di mostre di Marco Goldin, ma il Comune di Verona ha deciso di procedere con i lavori alla Gran Guardia per mettere a norma l'edificio. L'amministrazione comunale ha anche annunciato una serie di mostre a Palazzo Forti e Palazzo Barbieri, tra cui una su Gerolamo dai libri e una al museo del Teatro Romano. L'assessore Erminia Perbellini ha affermato che la cultura a Verona procede, ma il Louvre non ha fornito i 140 quadri promessi per la rassegna. La società di Goldin, Linea d'Ombra, ha detto che il tempo a disposizione era troppo breve per organizzarla.
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