«Siamo rimasti piacevolmente sorpresi del successo della campagna "Salvalarte Belice" al punto che abbiamo deciso di riproporla nella seconda edizione l'anno prossimo». È soddisfatto Gianfranco Zanna, di Legambiente Sicilia, ideatore e coordinatore dell'iniziativa che con le Sovrintendenze di Trapani e Agrigento, gli assessorati regionali ai Beni culturali e ambientali e al Turismo, la Fondazione Orestiadi, il Dipartimento «Città e Territorio» dell'Università di Palermo, RISO - museo d'arte contemporanea della Sicilia, il Centro regionale per la Progettazione e il restauro e le amministrazioni comunali toccate dal tour, ha voluto valorizzare i beni architettonici e culturali dei centri ricostruiti del Belicino che 40 anni fa furono rasi al suolo dal terremoto. «Memoria e bellezza - prosegue Zanna - sono le parole chiave di questa edizione di Salvalarte Belice che manterremo anche il prossimo anno. Durante il tour, che si concluderà oggi a Salemi dopo avere fatto tappa a Gibellina, Partanna, Salaparuta, Poggioreale e S. Ninfa e nell'Agrigentino a S. Margherita Belice, Menfi e Sambuca di Sicilia, abbiamo rilevato che le città ricostruite hanno bisogno di una nuova identità e noi intendiamo fare la nostra parte con Salvalarte. I vecchi centri sono facilmente collegabili con la tratta ferrata a scartamento ridotto in disuso ma ancora esistente e che potrebbe essere riutilizzata. Questo potrebbe incentivare anche il turismo». Oggi, giornata conclusiva, doppio appuntamento: di mattina a Sambuca di Sicilia (Agrigento) e nel pomeriggio a Salemi dove alle 18, nell'ex chiesa di S. Giovanni, sarà proiettato il documentario «Belìce 68 Terre in Moto». M. L.