Ugo Zanetti responsabile per l'area negrarese: «290mila metri cubi di nuove case sono troppi» Più presenti in Valpolicella, più forti e sicuri della proprie idee in difesa dell'ambiente, del patrimonio culturale e della qualità della vita. L'associazione Italia Nostra si rafforza a Negrar con la creazione di un «gruppo corrispondente» della Sezione di Verona, sotto il coordinamento di Ugo Zanetti, cittadino di Arbizzano e nuovo responsabile per l'area negrarese. «La necessità di associarsi per difendere il nostro territorio è sempre più sentita dai cittadini della vallata», afferma Zanetti, «per garantire il livello e la qualità della vita che abbiamo raggiunto». Serve insomma un equilibrio tra difesa del paesaggio e dell'ambiente e tutela delle attività economiche specifiche, come la lavorazione della pietra della Lessinia, messe in pericolo da un'elevata cementificazione della Valle che ha fatto tanto discutere negli ultimi decenni. Un problema che va di pari passo, secondo Italia Nostra, con l'adeguamento delle infrastrutture viabilistiche esistenti e una seria programmazione della mobilità, a partire da una linea di trasporto pubblico efficiente e a costi contenuti per gli utenti. Il nuovo responsabile di Italia Nostra a Negrar pensa al Piano di Assetto Territoriale in fase di approvazione da parte del Comune: «È prevista un'edificazione notevolmente superiore alle necessità del normale sviluppo demografico della popolazione residente, con 290 mila metri cubi di nuove case», afferma Zanetti. «Ci si dovrà aspettare l'arrivo di qualche migliaio di "forestieri", soprattutto nelle frazioni di Arbizzano e Santa Maria, mentre invece occorrerebbe una sorta di moratoria alle nuove lottizzazioni, privilegiando la ristrutturazione e l'eventuale ampliamento delle costruzioni a carattere familiare». Zanetti teme «uno spopolamento della collina e un ulteriore intasamento del fondovalle, già soggetto a frequenti ingorghi, senza strade alternative alla provinciale e senza autobus a cadenza regolare». Zanetti conclude: «Chiedo anche che lo sviluppo edilizio sia subordinato a uno sviluppo della viabilità compatibile».C.M.