I chiarimenti dell'assessore Ciuoffo. Una convenzione per studiare l'impatto sulla zona PRATO. «La delibera che approderà in giunta non autorizzerà la realizzazione del nuovo deposito Cap a Le Badie, ma definirà semplicemente la convenzione per realizzare le indagini su inquinamento atmosferico ed acustico». Così giovedì scorso in consiglio comunale l'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo ha risposto ai tre question time sul progetto del parcheggio bus di via del Lazzeretto, presentati dai capigruppo Gianni Cenni di An, Mauro Vannoni di Sinistra per Prato viva e Leonardo Becheri di Rifondazione comunista. Al centro delle tre domande d'attualità la lettera del comitato Le Badie, presente in aula tra il pubblico, in cui si afferma che la giunta sarebbe in procinto di deliberare il sì al progetto, oltre 2000 mq di superficie tra parcheggio bus e palazzina uffici. «In precedenza la giunta aveva preso impegno di fronte al consiglio di attivare una serie verifiche sull'impatto ambientale prima di procedere all'approvazione, anche con il coinvolgimento della Commissione consiliare Territorio e ambiente - si legge negli atti - Questi impegni sono stati disattesi?». «La delibera in questione è appunto la codificazione di quegli impegni e la definizione del percorso da seguire - ha spiegato l'assessore - L'ubicazione del progetto è congruente con le previsioni del Regolamento urbanistico, ma nonostante questo, in considerazione delle richieste dei residenti, non abbiamo agito come se si trattasse di un atto dovuto, ma abbiamo sottoposto il rilascio del permesso alla verifica di una serie di parametri, andando al di là della fattibilità urbanistica». La convenzione pubblico-privata impegnerebbe la Tre-ro, controllata di Cap che nel 2006 ha presentato l'istanza per realizzare il deposito, a prestare le garanzie economiche a favore del Comune per realizzare il collegamento viario tra via Edison e via delle Fonti, in modo da bypassare l'abitato de Le Badie, per realizzare le preventive indagini fonometriche e sull'inquinamento, in collaborazione con Arpat, e per realizzare interventi di schermatura antirumore e mitigazione ambientale. «E' stato comunque disatteso l'impegno di coinvolgere la commissione competente, seguendo il processo inverso di approvare prima e discutere dopo - ha replicato Mauro Vannoni - Mi chiedo perchè questa testardaggine su quella collocazione e perchè non si prendano in considerazione altre alternative».