Ogni qualvolta la principale piazza della città, Piazza della Libertà, è stata interessata da importanti lavori, l'opinione pubblica è stata sempre allertata da possibili novità che potevano emergere dal suo sottosuolo. E, per la verità, tale attesa non è stata mai del tutto ingiustificata. A maggiore ragione i lavori in corso per la predisposizione del sottopassaggio che unirà Piazza Garibaldi a via San Leonardo è seguita con interesse dai funzionari della Soprintendenza Archeologica. I vari sopralluoghi effettuati hanno fatto scattare allarmi presto rientrati. Del resto è stato così anche in occasione della costruzione di Palazzo Ercolino, sorto sull'aerea occupata in precedenza dal Palazzo dell'Ina. Nella storia antica della città di Avellino il «Largo dell'Annunziata», così si chiamava la piazza, l'uso del sottosuolo è stato per più secoli adibito a luogo di sepoltura in varie epoche. Quindi non dovrebbe meravigliare se qualche resto di sepoltura dovesse venire ancora alla luce, specialmente nella parte verso palazzo Caracciolo, oggi interessato da una parziale deviazione del tracciato relativo al tunnel. In Piazza della Libertà sono stati per molti secoli aperti e funzionanti chiese e conventi. A partire dalla chiesa e dal monastero medioevali di San Francesco, un tempo esistenti al posto del palazzo Ercolino. Come è noto, fino al 1821, epoca della costruzione del Cimitero, le chiese di Avellino sono state adibite per seppellire i nostri defunti. Tra il 1938 ed il 1939, in occasione delle demolizioni delle due antiche chiese di San Francesco e del Rosario, quest'ultima situata nell'ala del palazzo della Prefettura che guarda la Piazza, i resti delle sepolture furono traslati nella fossa comune del cimitero. In questa occasione le spoglie del Venerabile P. Giuseppe Maria Cesa, furono composte nel Duomo. Ma in materia di sepoltura la storia non si ferma alle cripte delle due chiese scomparse. Un'altra chiesa completava la quinta ovest della piazza. Nei pressi del Palazzo Sarchiola, costruito al posto del Teatro comunale negli anni '20 del secolo scorso, per due secoli, dal 1618 al 1816, ha funzionato la chiesa di S. Carlo con annesso Ospedale dei Fatebenefratelli, il quale aveva lì davanti, nelle profondità della Piazza, le sue sepolture. Ancora una destinazione eccezionale dello spazio compreso tra via Terminio e via Partenio, fu utilizzato per seppellire i cadaveri, numerosissimi, lasciati dalla peste del 1656. Fino a pochi anni tale sito era indicato dai vecchi avellinesi come «for 'e muorti». Ossa umane nel cantiere del tunnel Ossa umane in una cavità del terreno, resti di una pavimentazione e un anomalo taglio in un banco di tufo. Parte da questi ritrovamenti l'operazione di scavo avviata dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Salerno e Avellino all'interno del cantiere per la costruzione del tunnel di piazza Garibaldi. Lavori interrotti e operai impegnati in parte a completare la pavimentazione dell'area di fronte al Palazzotto, in parte a prestare assistenza all'archeologo Danilo Capuano nella sua ricognizione sul sito individuato tra il palazzo della Prefettura e quello della Provincia. La scoperta delle ossa umane è avvenuta lunedì scorso, quando, a causa della pioggia abbondante, un grosso mezzo della ditta appaltatrice dei lavori per la realizzazione del sottopasso è parzialmente sprofondato in una piccola voragine apertasi nel terreno bagnato. Il cedimento ha evidenziato la presenza di un locale contenente reperti ossei. Immediata la comunicazione al direttore archeologico della Sovrintendenza, Maria Fariello, che, dopo aver atteso che gli operai provvedessero a prosciugare l'acqua piovana, ha incaricato l'archeologo Capuano di effettuare dei saggi nell'area segnalata. L'esplorazione è stata avviata ieri mattina e le prime verifiche hanno confermato la presenza, tra l'altro, di resti umani. L'ipotesi più probabile circa la loro provenienza è che in quello spazio si trovasse la cripta, utilizzata come sepolcreto, dell'antica chiesa del Rosario. L'attuale edificio religioso di corso Vittorio Emanuele, infatti, era stato costruito, all'incirca nel 1600, proprio all'angolo tra piazza Garibaldi e piazza Libertà, poco distante da Palazzo Caracciolo. Più volte ricostruita sullo stesso sito, la chiesa fu definitivamente demolita nel 1936, per poi essere successivamente edificata lungo corso Vittorio Emanuele. Che i resti ritrovati siano della chiesa del Seicento e della relativa cripta appare la supposizione più verosimile, che potrà trovare conferma o smentita soltanto quando la Sovrintendenza si pronuncerà sull'esito dei rilievi. Nella zona era stato già eseguito uno dei tre saggi programmati per verificare il cosiddetto «rischio archeologico» lungo l'intero tratto interessato dagli scavi per la realizzazione del tunnel. Il sopralluogo tecnico era stato eseguito fino a una profondità di 3,30 metri. Se non ci fossero state, nei giorni scorsi, le forti piogge, i reperti non sarebbero forse mai affiorati, in quanto si trovano a una profondità di 3,65 metri, livello che non avrebbero raggiunto nemmeno le trivelle e gli escavatori della ditta impegnata nel cantiere. La quale spera di riprendere quanto prima i lavori, al momento fermi fino a data da destinarsi. La Sovrintendenza, a seconda della rilevanza dei reperti, potrebbe disporre una sospensione, volta a individuare una soluzione per integrare l'opera moderna con quella antica, o a modificare il progetto del tunnel, in modo tale che la carreggiata non invada l'area archeologica. Nel caso in cui si evidenziasse la presenza soltanto di una sepoltura, si potrebbero prelevare i reperti ossei e sacrificare la parte strutturale antica. Fiduciosi gli addetti al completamento dell'opera: «Non dovrebbero esserci problemi a bypassare temporaneamente l'area dei ritrovamenti - evidenzia l'ingegnere Enrico Ricciarelli, uno dei due direttori operativi dei lavori -. Si potrebbe cominciare a scavare nella zona adiacente all'ingresso del corso, sospendendo i lavori solo nel tratto oggetto di indagine». Ed è stato già programmato per la prossima settimana l'allargamento del cantiere, con lo spostamento dell'accesso al chiosco della tabaccheria di piazza Libertà.
CAMPANIA - AVELLINO: lavori in corso seguiti dalla Soprintendenza archeologica
I lavori per la costruzione del sottopassaggio tra Piazza Garibaldi e via San Leonardo sono stati interrotti a causa della scoperta di resti umani nella zona. La Sovrintendenza Archeologica ha avviato un'operazione di scavo per verificare la provenienza dei reperti. I resti umani sono stati trovati in una piccola voragine apertasi nel terreno bagnato a causa delle piogge. L'ipotesi più probabile è che si tratti di resti della cripta dell'antica chiesa del Rosario, che fu demolita nel 1936. La Sovrintendenza potrebbe disporre una sospensione dei lavori per integrare l'opera moderna con quella antica o modificare il progetto del tunnel.
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