Raisi: "Useremo tutte le armi parlamentari per bloccare il progetto" Il parlamentare, nonché capogruppo An in Consiglio comunale Enzo Raisi è un uomo abituato a torerare nella sua Spagna, ma questa volta si mette nella parte del toro e carica il «Civis» vedendo rosso. Con lui i colleghi consiglieri Galeazzo Bignami e Felice Caracciolo firmatari di un esposto alla Corte dei conti su presunti danni erariali arrecati dagli attuali amministratori nellavviare il progetto del celebre filobus. Oltre a questo passo, curato nei dettagli dagli avvocati Giuliano Boschetti e Antonio Nenzioni, An costituirà un osservatorio giuridico al servizio dei cittadini che saranno toccati dal passaggio del Civis. «Userò tutte le armi da parlamentare per bloccare questopera - proclama senza mezzi termini Raisi - interessando anche i ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali». Si profila quindi una battaglia (non ancora conclusa) come quella che fu avviata in sede Cipe per bloccare i finanziamenti alla metrotramvia. La Corte dei conti, in ogni caso, non potrà bloccare liter del Civis, ma potrà tuttavia addebitare agli amministratori i danni che eventualmente avessero arrecato allerario. Questi, secondo laccusa di An, riguarderebbero in sostanza due questioni: la progettazione della linea da porta San Felice a Borgo Panigale e il dimezzamento del tragitto a parità di spesa. Nel primo caso, viene contestato al Comune laver speso 1,25 milioni per la progettazione (a cura di Irisbus costruttore del filobus) di una parte di linea poi cancellata. In altre parole: soldi pubblici buttati dalla finestra secondo An. Il secondo argomento esposto alla Corte dei conti riguarda i costi: perché sono rimasti quasi gli stessi (192 milioni contro 187) dellintero itinerario (San Lazzaro-Borgo Panigale) in presenza di un tragitto quasi dimezzato qual è quello attuale (San Lazzaro-centro città)? «Gli stanziamenti del Comune sono calati solo di 7 milioni, mentre quelli dello Stato solo di 3» lamentano gli avvocati di An. A giustificare tutto ciò non bastano le migliorie lungo il tragitto. Anzi. Raisi chiederà una verifica tecnica del progetto al collega di partito e ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. A Bologna, invece, sarà istituito l«osservatorio giuridico sul Civis». Se il progetto pregiudicherà i diritti anche di un solo cittadino «si potrà parlare di risarcimenti, ma anche di un eventuale stop alliter dei lavori». Troppo tardi, visto che San Lazzaro ha già terminato la sua parte di opera e i cantieri stanno aprendo in via Genova? «No, è ancora possibile fermare questo progetto» spiega Raisi. SEGUE A PAGINA V