«Mancano fondi. Da recuperare anche il museo della cattedrale». In prospettiva Expo «dovremo costruire un circuito turistico tra il Duomo, il suo Museo e i tesori sotterranei» Il Duomo cuore della città, cattedrale da cartolina, simbolo vincente per l'Expo. Se ne parla così, incantati, eppure alla fine «l'orgoglio di Milano viene ignorato». E un amore a distanza, senza fondo e senza fondi: «Viene considerato una presenza ovvia, e così non viene sostenuto economicamente», dice il neo-presidente della Veneranda Fabbrica, Angelo Caloia. È tale, lo «splendido isolamento del Duomo», che le sue istituzioni sono costrette a «un forte richiamo a cittadini enti locali e imprese private». E un appello. Servono soldi, «nuovi contributi organici e sistematici». Di qui al 2010 va restaurata la Guglia Maggiore con la Madonnina (6 milioni di euro), c'è da riaprire il Museo chiuso dal 2005 (altri dieci) e da riqualificare l'area archeologica sotto la cattedrale (con la Basilica di Santa Tecla e il battistero di San Giovanni alle Fonti). Fin qui, i programmi: «Ma senza un aiuto finanziario» due progetti su tre rimarranno sulla carta. «Milano non può fallire», insiste Caloia. Soprattutto in vista dell'Expo. E d'accordo la Fiera, la Scala, «ma cosa può offrire, la città, di meglio del Duomo?». È il giorno del bilancio. Operazione trasparenza. Nel 2007 la Fabbrica ha incassato (e speso) 12,2 milioni di euro. Le donazioni dei cittadini? «Solo lo 0,2 delle entrate». La Provincia ha regalato 10 0,4. Il Comune ha chiuso i rubinetti nel 2005, bloccando l'imposta di famiglia annua da 2,8 milioni che era tradizione dal 1935. La Fabbrica ha citato Palazzo Marino in tribunale, aspetta la sentenza e auspica «che si riapra un dialogo costruttivo». Così il direttore Benigno Mórling Visconti Castiglione: «Dagli enti locali abbiamo solo apporti discontinui e minori». Qualche concerto. Donazioni via sms. Poco. E far pagare un biglietto d'ingresso ai visitatori? «La chiesa ha una sua vita spirituale, il ticket è la via più impraticabile e meno nobile. Non è la soluzione». La Guglia della Madonnina dev'essere ristrutturata. I marmi sono stati risistemati l'ultima volta nel 1962, soffrono un grave «degrado» (causa vento e smog) e un intervento è «indifferibile». Sarà montato un ponteggio a 65 metri d'altezza, iper-tecnologico, diviso in campi base. I lavori inizieranno in autunno e dureranno tre anni. Pulitura, stucchi e sostituzioni. Problema: a dicembre scade il contributo statale da 5 milioni l'anno. La Fabbrica spera nel rinnovo, certo, ma «senza fondi aggiuntivi» sarà impossibile terminare gli altri due progetti, il Museo accanto a Palazzo Reale (oltre 700 opere) e l'area archeologica sotterranea: «Non abbiamo risorse sufficienti». E allora avanti, privati. Imprenditori e banchieri. La Fabbrica fa i nomi: Eni e Fininvest, Confcommercio, Confindustria e Fondazione Cariplo. Sarebbe, per le aziende, «motivo d'orgoglio e di marketing», chiosa Visconti Castiglione. L'obiettivo Expo? «Costruire un circuito turistico tra il Duomo, il suo Museo e i tesori sotterranei». I numeri del Duomo. 1.500 I turisti che visitano quotidianamente le guglie del Duomo 16mila Le persone che entrano ogni giorno nella cattedrale 6 milioni La somma necessaria per il restauro della Guglia Maggiore 10 milioni. La somma necessaria per risistemare il Museo del Duomo 125 I dipendenti della Fabbrica del Duomo Le entrate della Veneranda Fabbrica (...) IL RESTAURO DELLA GUGLIA MAGGIORE. Fu eretta su progetto di Francesco Croce nel 1767 e completata con la Madonnina nel 1774. Realizzata con marmo di Candoglia, è alta più di 30 metri. Il cantiere sarà allestito a 65 metri da terra LA RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA ARCHEOLOGICA . Sotto l'attuale sagrato alto del Duomo rimangono parti significative dell'antica basilica di santa Tecla (IV secolo) e del battistero di San Giovanni alle Fonti di fondazione ambrosiana (fine IV secolo). IL NUOVO MUSEO DEL DUOMO. La sede accanto a Palazzo Reale è chiusa per restauro dal 2005. L'allestimento del nuovo museo del Duomo dovrebbe essere realizzato entro il 2011. avrà una collezione di oltre 700 opere d'arte L'archeologa «Quell'area è uno scrigno di tesori» Scendendo le scale, sotto il sagrato alto del Duomo, si arriva alla basilica di Santa Tecla. È del IV secolo, si può visitare ciò che hanno risparmiato le ruspe della linea 1 del metrò negli anni '6o, muri perimetrali e porzioni degli absidi, «ma in origine la chiesa occupava buona parte dell'attuale piazza». Poi s'incontrano il battistero fondato da Sant'Ambrogio e «altre strutture d'epoca alto-medievale, in parte messe in luce, oltre a una serie di sepolture di personaggi importanti, solo alcune già indagate». È il tesoro sepolto sotto il Duomo: le radici paleocristiane di Milano. Dice Maria Silvia Lusuardi, direttore dell'Istituto di archeologia della Cattolica, «che è un percorso di grande importanza, purtroppo sacrificato, che meriterebbe più visibilità e migliori supporti didattici e informativi». E, soprattutto, «nuovi scavi» e stratigrafie: «Rimane da scoprire il rapporto strutturale tra la cattedrale che ha preceduto il Duomo e il Palazzo Ducale, poi Reale. Gli edifici erano collegati». Non solo: «Fino al Medioevo c'erano quattro chiese attorno al Duomo, abbiamo solo uno schizzo molto indicativo, s'ipotizza una fondazione lombardo-carolingia». Nuovi scavi, chiosa Lusuardi, «potrebbero davvero consegnare a Milano una straordinaria dote d'informazioni». Le sue radici, appunto. Hanno detto Angelo Caloia "Cosa c'è di meglio del Duomo?" Giuseppe Guzzetti "Non ci tiriamo certo indietro" Carlo Sangalli "Siamo disposti a fare tutto quanto serve"